Un museo per i simulacri del Brindisi

di Michela Santoro | 02 Aprile 2024 @ 05:00 | UTILI
Brindisi
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L’AQUILA – Un museo per i simulacri del Brindisi – Da settant’anni animano la processione del Venerdì Santo a L’Aquila per poi venir custoditi, oggi, da ‘I Cavalieri del Venerdì Santo’ in uno spazio in periferia, a spese dell’associazione laica.

Parliamo dei simulacri realizzati da Remo Brindisi insieme ad altri artisti per i quali, se ne parla da anni ormai, sarebbe opportuna la musealizzazione.

E questo, anche in vista della nomina della città a Capitale della Cultura 2026.

“Un grande e lungimirante artista, Remo Brindisi, che – scriveva anni fa sul Messaggero, Antonio Gasbarrini” – nel mettere su un’autentica Bottega neo-rinascimentale operante all’interno del Convento con il coinvolgimento di altri pittori, scultori e artigiani locali del rame, ferro, oro, tarsie, stoffe, ecc., ma anche con l’ultra qualificato apporto di un Giò Pomodoro o un Lucio Fontana, anticipava, di fatto, con la sua inesauribile vena creativa, le stesse esigenze del rinnovamento iconico liturgico”.

Oltre a Remo Brindisi, infatti, le opere sono state concepite da Saverio Mazzeschi ( i gonfaloni dei rioni aquilani); Alfredo Cortelli ( i lampioni della bara del Cristo) e Lucio Fontana ( il cuore dell’Addolorata) e realizzate da: Fedele Brindisi (sculture e graffiti); Giò Pomodoro (il fregio del gonfalone degli evangelisti); le Suore Giuseppine ( i ricami); Remo Brindisi (le pitture); Claudio Papola ( le ceramiche); Gino Eliseo (le tarsie); Emilio Quartapelle (i lampioni); i Fratelli Arduini ( i lampioni); Marielda Boschi (i gioielli); Alfredo Di Addario ( le decorazioni); Amedeo Cicchitti (le dorature); Armando di Rienzo ( le aureole); Chiaretti e Boncompagno (i simboli in legno).

Ne abbiamo parlato con la giornalista Federica Farda, dell’ Associazione ‘I Cavalieri del Venerdì Santo’


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