Un libro svela i meccanismi dietro la comunicazione digitale del Quirinale

Oggi ‘fare comunicazione’ significa rendere pubblica l’immagine del Presidente della Repubblica e, quindi, del Paese Italia”.

di Redazione | 27 Luglio 2020, @03:07 | RECENSIONI
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La storia dell’ufficio stampa del Quirinale. L’evoluzione di un modo di comunicare che dal dopo guerra a oggi ha fatto epoca. Da un linguaggio che oggi apparirebbe ingessato e “politichese” al mondo dei social di oggi, dove il Presidente della Repubblica deve coniugare la sua figura istituzionale con un linguaggio più smart. A tracciare la storia della comunicazione del Capo dello Stato è Michele Zizza, autore dell’interessante libro La comunicazione digitale nell’ufficio stampa del Quirinale e della Presidenza della Repubblica italiana. Storia e processi evolutivi, edito da Aracne.

Il libro si apre con il 1946 quando Presidente della Repubblica è Enrico De Nicola, e l’ufficio stampa era affidato a Iginio Coffari. Con Einaudi fu la volta di Luigi Suttina. Con Gronchi Gianfranco Merli. Con Segni Ettore Brusco. Con Saragat Ettore Staderini e Raffaele Marras. Con Leone Valentino Valentino. Con Pertini Antonio Ghirelli e Michelangelo Jacobucci. Con Cossiga Ludovico Ortona. Con Scalfaro Gaetano Scelba. Con Ciampi Paolo Peluffo. Con Napolitano Pasquale Cascella e Maurizio Caprara. 

Il 1954 segna un punto di svolta nella comunicazione dei Capi dello Stato. Einaudi utilizzò la televisione per il suo messaggio alla nazione. Il primo messaggio alla nazione fu dello stesso Einaudi via radio nel 1949. Dal giugno del 2000 con Ciampi la Presidenza della Repubblica si e’ dotata di un proprio sito web.

Nel giugno del 2009 con Napolitano la Presidenza della Repubblica si dota di un proprio canale video, appoggiato esternamente al sito web, scegliendo Youtube quale piattaforma per la pubblicazione della documentazione multimediale. Nell’agosto 2012, sempre con Napolitano, l’Ufficio stampa della Presidenza della Repubblica apre un account ufficiale sul social network Twitter. La struttura Rai Quirinale nacque con la Presidenza Scalfaro nel 1997, ma la Rai avviò la sua attività dal Quirinale con il giornalista Claudio Angelini durante la Presidenza Leone (1971-1978). A ottobre 2015, durante la Presidenza Mattarella, viene pubblicizzata online la pagina dell’Ufficio Stampa del Quirinale su Google+, un ulteriore social network, dove pero’ la comunicazione avviene in lingua inglese. Nel maggio 2016 il Quirinale ha attivato un account ufficiale sul social fotografico Instagram. Oltre ai social network e al sito, la comunicazione digitale avviene anche attraverso due app: il Quirinale e Palazzo del Quirinale. La proposta digitale del Quirinale include anche una serie di raccolte in formato pdf per consentire una lettura sui dispositivi kindle o sui devices dotati di App specifiche per gli ebooks.

“Il fattore tempo è essenziale – dice Giovanni Grasso, Consigliere per la Stampa e la Comunicazione del Capo dello Stato, nell’intervista rilasciata a Michele Zizza che si trova nel libro – I social media dettano i tempi, insieme al moltiplicarsi delle fonti di informazione. Una sola fotografia può rivelarsi molto più efficace di un articolo. L’esempio? Il primo selfie del Presidente della Repubblica, scattato con un ragazzo, ha segnato l’inizio di un nuovo corso nell’immagine del Quirinale. Oggi ‘fare comunicazione’ significa rendere pubblica l’immagine del Presidente della Repubblica e, quindi, del Paese Italia”.


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