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“Un giudice più debole non garantisce i diritti di tutti”: all’Aquila chiusura della campagna per il No

manzi pistone
Ultimi atti della campagna referendaria sulla riforma della giustizia. Oggi, all’Auditorium dell’Ance in viale Alcide De Gasperi, i comitati per il No si sono ritrovati per la chiusura ufficiale prima del voto del 22 e 23 marzo.

L’AQUILA – Ultimi atti della campagna referendaria sulla riforma della giustizia. Oggi, all’Auditorium dell’Ance in viale Alcide De Gasperi, i comitati per il No si sono ritrovati per la chiusura ufficiale prima del voto del 22 e 23 marzo.

Un appuntamento che ha riunito il fronte ampio del dissenso alla riforma Nordio: magistrati, avvocati, rappresentanze sindacali e associazioni della società civile. Al centro, la difesa dell’equilibrio tra poteri e delle garanzie costituzionali, tema che ha attraversato tutta la campagna.

A promuovere l’iniziativa sono diversi soggetti organizzati, tra cui il comitato Giusto Dire No, oltre ai comitati territoriali e civici che in queste settimane hanno animato incontri, dibattiti e mobilitazioni sul territorio.

“Un giudice più debole è un giudice che non può garantire il diritto di tutti”, ha sottolineato Maura Manzi, tra le voci più attive del comitato dei magistrati insieme a Riccardo Ionta e Tommaso Pistone. Un passaggio che riassume la linea sostenuta durante la campagna: la riforma, secondo i promotori del No, rischia di incidere sull’autonomia e sull’indipendenza della funzione giudiziaria, ma non ne migliora in alcun modo il funzionamento.

Accanto ai magistrati, una rete più ampia di realtà sociali: i comitati della società civile, con la Cgil in prima fila, e numerose associazioni che hanno contribuito a costruire un fronte trasversale, capace di unire sensibilità diverse ma convergenti nel giudizio negativo sul testo della riforma.

Sul palco si sono alternati, tra gli altri, Fulvio Angelini, Salvo Battaglia, Andrea Bigiarini, Simonetta Ciccarelli, Giulia Colangeli, Fausto Corti, Roberta D’Avolio, Nunzia D’Elia, Carlo De Marchis, Sergio Della Rocca, Cristina Equizi, Mario Fiorillo, Simona Giannangeli, William Giordano, Lelio Iapadre, Riccardo Ionta, Federica La Chioma, Betty Leone, Maura Manzi, Fabrizio Marinelli, Federica Marinucci, Francesco Marrelli, Angela Musumeci, Fabio Picuti e Tommaso Pistone.

Un parterre ampio che restituisce il senso di una mobilitazione diffusa, arrivata al suo momento conclusivo. Ora la parola passa agli elettori.