“Un futuro per l’orso”. A Pescina in duemila per ricordare l’orsa Amarena

di Fausto D'Addario | 11 Settembre 2023 @ 05:23 | ATTUALITA'
Un futuro per l’orso Pescina
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“Un futuro per l’orso”. Se non ha potuto raggiungere l’obiettivo di Capitale della Cultura Italiana, ora Pescina può però fregiarsi del titolo di capitale dell’orso. In duemila hanno letteralmente invaso le stradine del borgo in provincia dell’Aquila per ricordare l’orsa Amarena, una delle madri più prolifiche della sua specie nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, uccisa con una fucilata il 31 agosto scorso a San Benedetto dei Marsi. Striscioni con Amarena e i suoi cuccioli, orsacchiotti di peluche di tutte le dimensioni portati a spalla o agganciati agli zaini, i panda sventolanti del WWF, cartelli contro il clima di odio creato dal governo sulla la fauna selvatica e tante persone provenienti da ogni angolo dell’Abruzzo e da tutta Italia. Associazioni animaliste e ambientaliste in prima linea hanno voluto essere presenti a questa manifestazione per chiedere conto della morte di Amarena e lanciare un messaggio al governo.

In Parlamento, nella Commissione Agricoltura della Camera, ci sono cinque orrende proposte di legge per dare pieni poteri alle regioni nell’ammazzare i grandi carnivori”, denuncia Annamaria Procacci dell’ENPA, “Non è questa l’Italia che noi vogliamo. La morte di Amarena è un lutto nazionale e io chiedo che lo Stato si costituisca in giudizio contro il suo assassino e io chiedo che il parlamento riformi in modo serio l’art. 727bis del Codice Penale, perché oggi, chi ammazza, se la cava con quattro soldi, mentre il danno apportato a tutti i livelli alla comunità è enorme”.

Luciano Di Tizio, presidente del WWF Italia, chiede maggior impegno per la conservazione dell’orso bruno marsicano e in generale maggiore tutela della fauna selvatica e della biodiversità italiana da aggressioni, disinformazione e cattiva gestione: “Ci siamo ritrovati tutti insieme oggi per chiedere un insieme di cose: indagini accurate sulla morte di Amarena; rapida ed esemplare condanna del responsabile. Ma non basta: massimo impegno da parte delle istituzioni responsabili e piena collaborazione di tutti per assicurare che i due cuccioli di Amarena possano avere una vita libera in natura”. Intanto Andrea Leombruni, il 56enne che ha ucciso l’orsa con un colpo di fucile, ha ricevuto un avviso di garanzia da parte della procura. Dopo il drammatico episodio, tante sono state le minacce di morte che l’uomo ha ricevuto, che ha deciso di sporgere denuncia presso i carabinieri.

Mirko Zauri, sindaco di Pescina, ha citato alcuni episodi per far capire come Amarena fosse di casa. Si era tra amici, ricorda emozionato, quando “all’improvviso è arrivata Amarena; ha destato stupore e anche timore, ma lei stessa ha fatto dietrofront e si è incamminata lungo la pista ciclabile”. Quella pista di 3km che i manifestanti hanno percorso in una marcia pacifica e colorata, come per ripercorrere per l’ultima volta i luoghi calcati dalle zampe dell’orsa. La città di Pescina ha avuto la fortuna di vedere il passaggio di Amarena insieme ai suoi cuccioli il mese scorso: l’11 di agosto alle 23.30 “lungo la SS83 si è fermata un attimo e lì c’è stata una grande solidarietà da parte dei cittadini. Hanno spento anche i motori delle macchine: hanno fatto sì che Amarena si potesse allontanare”, ha detto il primo cittadino tra gli appalusi degli astanti. Applausi anche di fronte al murale che raffigura Amarena con i suoi quattro cuccioli, inaugurato proprio il 16 marzo scorso.

Occhi puntati ora sui due cuccioli. Il monitoraggio è a cura del personale del Parco Nazionale d’Abruzzo e dei Carabinieri Forestali. Essendo di soli 7-8 mesi d’età non sono ancora in grado di essere autonomi, anche se i comportamenti degli ultimi giorni fanno ben sperare in una loro possibilità di sopravvivenza in natura. Da qui la scelta del Parco di lasciarli liberi. La morte di Amarena rappresenta un momento di riflessione a livello nazionale sulle norme che regolano la vita di questi animali stupendi, in Abruzzo come in Trentino, dove in questi giorni il presidente Fugatti ha firmato invece il decreto di abbattimento dell’orsa F36. Un filo rosso tra le due regioni, che si ritroveranno insieme il 16 settembre a Trento per un’altra manifestazione contro la caccia agli orsi e ai lupi.


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