Acceso il tripode, al via la 728esima Perdonanza

"Un fuoco che squarcia l'oscurità e accende la pace"

di Alessio Ludovici | 24 Agosto 2022 @ 06:00 | PERDONANZA
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L’AQUILA – “Il fuoco – ha spiegato il cardinale Petrocchi, Arcivescovo metropolita dell’Aquila, subito dopo l’accendine del tripode a Collemaggio – ha una dimensione simbolica perché diffonde messaggi, rappresenta la realtà nel suo significato più profondo”.

“E’ un fuoco speciale quello del perdono, come ogni fuoco brucia ma questo consuma i motivi di discordia, riduce in cenere le inimicizie: è un fuoco che irradia luce e squarcia l’oscurità della notte. Papa Francesco troverà ad attenderlo Celestino V e gli aquilani in festa, un evento epocale e destinato a rimanere per sempre negli annali, la Perdonanza assumerà un valore planetario”.

“Vorrei – ha aggiunto – che fosse portato in tutti i luoghi della terra, anche nei luoghi di guerra. Vorrei che l’angelo della Perdonanza accendesse questo fuoco nel cuore del mondo. Il fuoco è simbolo di unità. Le fiamme sono molteplici, ma esprimono l’unità di un medesimo fuoco. Il fuoco della Perdonanza va tenuto acceso, bisogna alimentarlo con l’amore. L’amore che sa perdonare, che sa soffrire, che sa ascoltare. Questa impresa costa fatica”. 

Acceso poco prima dal sindaco Pierluigi Biondi che ha avuto in consegna dall’ultimo tedoforo del Cammino del Perdono, un ragazzo ucraino ospitato all’Aquila, il fuoco ha per la 43esima volta percorso tutto il cammino di Celestino, con tutti i suoi comuni e parrocchie, elencate da Floro Panti del movimento celestiniano.

Un fuoco che per la prima volta ha incontrato il corteo storico raggiungendo insieme il teatro del Perdono a Collemaggio. Dopo la lettura della Bolla il breve intervento del primo cittadino. 

“Finalmente – le parole del sindaco Biondi – dopo 728 anni dalla istituzione della Bolla del Perdono da parte di Celestino V, per la prima volta un Papa viene all’Aquila per aprire la Porta Santa. 

Dopo oltre sette secoli un pontefice conferisce di persona alla Perdonanza quel riconoscimento che gli aquilani hanno aspettato per generazioni, che la storia ci ha consegnato come il primo giubileo della cristianità e che Paolo VI, all’atto della revisione generale di tutte le indulgenze plenarie, ha annoverato al primo posto dell’elenco ufficiale.”

La speranza del sindaco è che la Perdonanza possa essere di buona auspicio per il Santo Padre: “Ci auguriamo che – con l’aiuto di Celestino V – Papa Francesco riesca a realizzare il viaggio in Ucraina, come ha più volte annunciato lo stesso Santo Padre, e che sia di monito e ispirazione per l’umanità tutta, nella difesa e affermazione della Pace in questo mondo afflitto da tensioni e sfide indirette tra potenze, in un’Europa ridotta a teatro di guerra, con un popolo in fuga dalla distruzione delle armi, in nome e per conto di una geopolitica in fase di ridefinizione.”

Pace al centro anche dell’intervento di Angelo Caruso, presidente della Provincia dell’Aquila – “dobbiamo far giungere la nostra voce ai cuori di coloro che dovrebbero lavorare per costruire un’architettura di pace” e di Marco Marsilio, presidente della Regine Abruzzo: “L’Aquila e gli abruzzesi hanno sempre continuato a ricostruire il proprio futuro, ma la Perdonanza guarda a tutto il mondo, ha una valenza universale che va al di là delle cittadinanze; basti pensare che provengono da Afghanistan, Cina e Venezuela i figuranti principali del Corteo della Bolla del perdono.

L’internazionalità e il vissuto dei tre riflettono lo spirito di pace, perdono e accoglienza che contraddistinguono questo evento. Anche il fuoco del Morrone serve simbolicamente a tenere viva l’unità del messaggio di pace di Celestino V”.

In platea tanti cittadini poi rimasti ad ascoltare la serata evento organizzata dal maestro De Amicis e le autorità civili e militari. Tanti i sindaci, i consiglieri comunali e regionali, gli enti e le istituzioni del territorio, l’Università e il Gssi, le associazioni di volontariato e quindi i gruppi del corteo storico, tutti accolti da due ali tamburi e bandiere sul grande prato di Collemaggio. Una Perdonanza di pace ha inizio quindi, all’insegna delle figure di due papi Celestino e Francesco.

 


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