Un destino da raccogliere

di Alessio Ludovici | 24 Agosto 2023 @ 06:00 | PERDONANZA
perdonanza 2023
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – “Semina un’azione e raccoglierai un’abitudine. Semina un’abitudine e raccoglierai un carattere. Semina un carattere e raccoglierai un destino”. Con questa citazione del filosofo W. James, il cardinale Giuseppe Petrocchi, Arcivescovo Metropolita di L’Aquila, ha invitato ieri sera, durante il discorso in apertura della Perdonanza, a trasformare la celebrazione in cultura, cultura spirituale, umana e sociale. La cultura – ha spiegato – se è autentica, si concretizza in stili di pensiero come anche in atteggiamenti ispirati ai valori in cui si radica: si manifesta, così, attraverso il messaggio, si modella come tradizione, si rende efficace nella testimonianza missionaria”. I primi incroci con il destino sono arrivati, seppur in ritardo, l’anno scorso, con la visita di Papa Francesco che ha dato finalmente piena cittadinanza al messaggio celestiniano, e poco prima con il riconsocimento Unesco della Perdonanza come patrimonio immateriale dell’umanità. 

“Unica e irripetibile” quella visita ha ricordato il primo cittadino Biondi, sul palco insieme al presidente della Provincia Angelo Caruso, al delegato di Marsilio, l’assessore Emanuele Imprudente, al sottosegretario del Ministero della Cultura, Gianmarco Mazzi, e al cardinale Petrocchi. 

“Sono anche trascorsi 40 anni dalla Perdonanza moderna – ha spiegato il sindaco – quella voluta dall’allora sindaco Tullio De Rubeis che, con una visione non comune, costruì le basi per farne l’evento religioso e laico che oggi conoscono anche al di fuori dei confini nazionali. Tanti sono stati gli obiettivi raggiunti, in particolare in questi ultimi sei anni nel segno della rinascita dell’Aquila e del suo territorio.”

Quest’anno, ha ricordato il sindaco, c’è stata la conferenza stampa di presentazione dell’edizione 2023 a Roma, al Ministero della Cultura, accolta dal Ministro Gennaro Sangiuliano. Collemaggio vince le polemiche, comunque ancora da dipanare e che ieri hanno avuto un nuovo impulso: “luogo del cuore degli aquilani”, sempre Biondi, “fatto di emozioni forti, di mani giunte, di sguardi intensi, di abbracci sinceri, di pensieri non detti, con il sole che gioca con la splendida facciata romanico-gotica della basilica, donando rinnovata spiritualità alla preghiera del tramonto”.

Poi i richiami alla memoria e alla pace, a quest’ultima è stata dedicata la serata evento diretta dal maestro De Amicis”. Poi il fuoco, immancabile simbolo della Perdonanza,”strettamente legato alla natura spirituale della luce, è energia pura che penetra in tutto e tutto trasforma, per questo dai filosofi è stato da sempre considerato come la più straordinaria delle manifestazioni della natura. Il fuoco – portato dai tedofori del Movimento celestiniano lungo il Cammino del Perdono, illuminandolo – simboleggia proprio quei valori di pace, accoglienza e solidarietà tanto cari a Celestino e a Papa Francesco e ai quali noi umilmente ci richiamiamo”. Gli ultimi tedofori, a testimonianza del percorso fatto in questi decenni di Perdonanza “moderna” sono stati Tullio De Rubeis ed Italo Ettorre. Il primo, nipote di Don Tullio, promotore della Perdonanza moderna, con il corteo della bolla che, quest’anno, compie 40 anni, l’altro Italo Ettorre, ultimo tedoforo di 40 anni fa.

La storia continua, è tempo ufficialmente di 729 esima Perdonanza Celestiniana, con un destino da raccogliere.


Print Friendly and PDF

TAGS