Un concorso di idee per il futuro di Palazzo Carli, ma la ricostruzione è lontana

di Marco Signori | 09 Giugno 2020 @ 07:26 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Un concorso di idee rivolto a tutti gli studenti dell’Ateneo per orientare le scelte strategiche sul futuro di Palazzo Carli, edificio settecentesco all’angolo tra via Roma e via dell’Annunziata fino al 2009 sede del rettorato.

È quello a cui lavora l’Università dell’Aquila che, dopo la sospensione a causa dell’emergenza coronavirus, ha ripreso in mano l’iniziativa e ha in programma per l’estate l’avvio della fase seminariale che precede il concorso vero e proprio, da concludersi in autunno.

Sul prestigioso edificio, intanto, sono in via di ultimazione le opere di ulteriore messa in sicurezza resesi necessarie dopo il deterioramento dei puntellamenti realizzati all’indomani del terremoto di undici anni fa. “Conclusa questa fase”, spiega il direttore generale dell’Università Pietro Di Benedetto, “sarà anche possibile riaprire l’ultimo tratto di via Roma, a cui tenevamo molto anche per rendere più facilmente fruibili i nostri uffici di Palazzo Ciavoli-Cortelli, all’angolo con Piazza San Pietro”.

Solo successivamente, si apprende anche dal Provveditorato ai Lavori pubblici, stazione appaltante dell’opera come della gran parte degli edifici di proprietà pubblica, sarà possibile procedere con la gara per la progettazione preliminare ed esecutiva e, successivamente, per i lavori di restauro post-sisma del palazzo, per il quale dal 2018 sono disponibili complessivamente circa 28 milioni di euro, oltre ai 2 già spesi per le opere provvisionali.

“Vista la collocazione strategica”, afferma Di Benedetto, “al di là di quelli che possono essere gli spazi per gli uffici o per la didattica, il palazzo può avere funzioni diverse, per questo l’Ateneo ha pensato al concorso di idee. Nel Piano strategico dell’ex rettrice Paola Inverardi, ad esempio, Palazzo Carli veniva individuato come possibile incubatore di imprese culturali. Agli studenti verrà chiesto proprio come vorrebbero vederlo ripartito, consigli su una nuova logica di distribuzione degli spazi. C’è inoltre uno studio per la riapertura di uno spazio tra via Forcella e via Roma”.

“Chiederemo di portare idee fresche – aggiunge il direttore – che forniremo a chi si dovrà occupare della progettazione dal punto di vista tecnico. Sarà un concorso rivolto principalmente agli studenti di Edil Architettura ma immaginiamo dei gruppi di lavoro, perché vanno fatti dei ragionamenti interdisciplinari”.

“Perché la ricostruzione di Palazzo Camponeschi, riconsegnato da oramai due anni, e quella di Palazzo Carli, drammaticamente al palo, hanno viaggiato a doppia velocità? Perché nel secondo caso occorre una cifra enorme che l’Ateneo non ha”, spiega Di Benedetto, “nel caso di Palazzo Camponeschi, inoltre, fu fatta una scelta, destinandovi parte dei circa 40 milioni di euro che costituivano la prima dotazione finanziaria post-terremoto stanziata dal Cipe a favore dell’Università. Somma con la quale furono rimesse a posto anche le sedi di Roio e Coppito. Se avessimo scelto Palazzo Carli non avremmo potuto fare altro, considerando che il recupero di Palazzo Camponeschi è costato meno della metà”.

E servirà un altro paio d’anni solo per la progettazione, ai quali sommarne circa cinque di cantiere.

 


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