“Un caro affettuoso saluto a tutti voi”, all’Abaq una mostra dedicata a Fabio Mauri

In occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico il 26 novembre è stata presentata la mostra dedicata a Fabio Mauri, alla presenza del fratello Achille.

di Laura Di Stefano | 29 Novembre 2021 @ 06:20 | CULTURA
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L’AQUILA – Nel nuovo padiglione dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico 2021-2022, il 26 novembre è stata presentata la mostra dedicata a Fabio Mauri, alla presenza del fratello Achille, presidente dell’Archivio Fabio Mauri, con l’affissione della targa d’intitolazione dei nuovi spazi dell’Accademia. La mostra è stata curata e presentata dalla direttrice dell’Accademia, professoressa Maria D’Alesio.

Un caro affettuoso saluto a tutti voi

Il titolo è ripreso da una lettera che l’artista internazionale, insegnante di Estetica sperimentale presso l’Accademia dal 1979 al 1996, inviò agli studenti aquilani durante un periodo di assenza dall’insegnamento per una lunga malattia. 

La mostra è stata allestita nel nuovo padiglione, intitolato proprio all’artista, e, grazie alla generosità dello Studio Mauri, per la prima volta vengono esposte all’Aquila documenti, testi e opere legate all’attività artistica aquilana, come il ricamo “Corso di filosofia dell’estetica”; il bozzetto e il video della nota performance del 1971 “Che cosa è il fascismo”, riproposta nel 1994 al Forte Spagnolo dell’Aquila con gli allievi dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila.  Nelle sale successive vengono presentati alcuni dei più importanti lavori di Mauri, come il grande plastico della mostra antologica tenuta a La GNAM-Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, che racconta tutta l’attività dell’artista dalla metà degli anni cinquanta fino al 1994, e l’installazione ambientale “Celestino V, una storia moderna”, allestita dall’artista nel castello aquilano nel 2000. All’interno del Teatro dell’Accademia, inoltre, sono raccolti documenti, manifesti, il plastico del teatrino, scenografie, costumi della performance “Gran Serata Futurista 1909-1930”, realizzata il 4 giugno 1980 al Teatro comunale dell’Aquila con la regia di Giancarlo Gentilucci (docente e regista delle performance di Mauri all’Aquila) e, per la prima volta, sono proiettati i filmati che documentano la versione aquilana dell’opera.

La mostra è visitabile su appuntamento dal 29 novembre al 22 dicembre negli orari di apertura dell’Accademia, dal lunedì al venerdì.

Chi era Fabio Mauri

Mauri nasce nel 1926 e muore nel 2009. Protagonista dell’avanguardia italiana del secondo dopoguerra, ha insegnato dal 1979 al 1996 Estetica sperimentale all’Accademia delle Belle Arti dell’Aquila, ha partecipato a mostre nazionali e internazionali, con numerose esposizioni alla Biennale di Venezia e a Kassel. La prima personale fu presentata nel 1955 da Pasolini, con il quale fonda anche la rivista “Il Setaccio”. La ricerca di Mauri si sviluppa su numerosi temi, dagli “Schermi”, intesi come versione del monocromo ma anche con uno sguardo al cinema, passando per le ideologie culturali europee e le tragedie che in prima persona affrontò, come la guerra. Presentò le perfomance degli anni ‘70 “Che cosa è il fascismo”, “Ebrea”, “Gran Serata Futurista 1909 – 1939”, affrontando, fuori dalla tela, un passato impossibile da dimenticare. Sviluppa un grande interesse anche per l’analisi dei linguaggi, fondando e partecipando a numerose riviste, scrivendo anche i famosi “libri d’artista” come “Linguaggio è guerra” (1975, Marani Editore). L’opera di Mauri attraversa tutti i grandi temi della propria contemporaneità, come il rapporto indelebile tra Pensiero e Mondo e tra Pensiero in quanto Mondo, analizzando e unendo la storia con il proprio destino individuale, quasi a divenire un’autobiografia su testo e su opere. 


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