Un aquilano a Budapest con una casa che si è rivelata inesistente

di Enrico M. Rosati | 06 Gennaio 2023 @ 06:30 | RACCONTANDO
Budapest
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L’AQUILA  – Tutto iniziò in una calda giornata di settembre quando, persuaso dalla mia ragazza, ho deciso d’imbarcarmi in una vacanza per festeggiare Capodanno al di fuori del Belpaese. Il dove è sempre uno dei più importanti interrogativi, essere soddisfatti della meta spendendo molto o non dare importanza al dove risparmiando? Questo il dilemma nella mente di ogni ragazzo della mia età quando giunge il momento di prenotare una gita. Così facendo, a settembre, ci siamo recati in un’agenzia turistica.

Per quattro giorni ci sarebbe Budapest! Una città bellissima, considerate sugli 800 di volo e altri e tanti per l’alloggio.

Rendendomi conto della spesa incredibile ho provato a obiettare che su un noto sito di prenotazioni online ci fossero alloggi a molto meno, ma la ragazza dell’agenzia, sfoderando la bacchetta della sfortuna, ha pronunciato l’anatema che ogni paranoico non vorrebbe mai sentire: “Si ma così ti assicuriamo che la casa esiste”.

Panico. In che senso che la casa esiste? Ma perché, le case sui siti per prenotare le vacanze non esistono tutte? Con molta nonchalance la ragazza aveva così piantato un seme nella mia mente noto ai più: l’ansia. Al contempo, Budapest sembrava davvero una città meravigliosa dalle foto, per non parlare delle terme all’aperto. Ancora non prenotavo l’aereo ma la mia mente era già tra le nuvole, mi immaginavo immerso nell’acqua calda, circondato da neve, mentre bevevo una cioccolata. “Mica è detto che nevichi”, ha obiettato la mia ragazza, ma come solo chi sa tirarsi la sfiga, ho risposto a tono: “Nevica a Tornimparte, figurati se non nevica a Budapest”. Incredibile ma vero, con tre mesi di anticipo ho previsto che non solo non ci sarebbe stata neve a Campo Felice, ma che a Budapest avrebbe fatto pure abbastanza caldo. Non appena tornati a casa, motivato di saper fare di meglio delle agenzie turistiche, mi sono messo al computer su un sito di prenotazioni alla ricerca di una casa. Dopo pochi click, e qualche filtro, eccolo lì, l’appartamento che sembrava fosse fatto per me. Non troppo grande, d’altronde saremmo stati solo in due, non troppo costoso e nel centro della città, come direbbe Borghese, location: diesci.

Intenti a prenotare, vediamo che ci sarebbe stata la possibilità – pagando circa il 10% della prenotazione – di assicurarsi, in caso di una possibile sola da parte dei proprietari dell’appartamento, un aiuto del sito di prenotazioni nel cercare alloggi simili allo stesso prezzo. Colti dall’indecisione, abbiamo iniziato a parlarne, pieni di dubbi. Ogni storia ha un personaggio che, da saggio, guida i protagonisti. Albus Silente per Harry Potter, Gandalf per Frodo, e nel mio caso, mio padre che, mentre affettava il prosciutto dietro di noi, ci ha persuaso a pagare, sia mai l’appartamento si fosse rivelato inesistente.

Ecco qua, casa prenotata, volo prenotato, arriva il giorno della partenza. La giornata del 30 dicembre non è iniziata al meglio, d’altronde ci siamo dovuti svegliare alle 3.30, ma già sull’aereo l’entusiasmo ci ha travolto. Ci guardavamo, era impossibile non sorridere, stava andando tutto per il verso giusto.

Atterriamo alle 11 e ci dirigiamo in un locale tipico per poterci prendere un caffè nell’attesa dell’orario di Check-in. Dopo qualche minuto la pazienza di chi è in piedi da otto ore è giustamente venuta a mancare e ho chiamato la struttura per poter fare prima l’ingresso nell’alloggio.  Ha risposto una cordiale signora, contento procedo verso la cassa del locale per pagare, allungo i soldi al proprietario e nel mentre sento le seguenti parole: “Your reservation has been cancelled”. Non so che faccia devo aver fatto, ma lui mi ha guardato come se stessi per avere un infarto. Provo a chiedere spiegazioni ma mi attaccano in faccia. Provo a richiamare e da quel momento in poi non sono riuscito a mettermi in contatto con la struttura. Fortunatamente, dopo un paio di ore totali, grazie alla clausola pagata nel momento della prenotazione, il sito di prenotazioni ci ha trovato un altro alloggio sempre a qualche decina di metri dal centro. Tra i motivi che mi hanno spinto a scegliere Budapest è il fervore scacchistico della città, infatti l’Ungheria è una delle nazioni in cui gli scacchi sono incredibilmente praticati.

Budapest

Teoricamente basterebbe andare in un bar o alle terme per poter giocare qualche partita con persone discretamente forti, infatti tra le foto su google delle terme Széchenyi appaiono delle persone che giocano. Inutile dire che in quattro giorni non ho visto mezza scacchiera incluso all’interno delle terme. I bagni termali sono stati meravigliosi, e non volendomi far rovinare la giornata dall’assenza di scacchisti, ho messo su google maps il ristorante in cui si mangia il miglior Gulasch di Budapest. Distava un po a piedi, ma ero certo che ne sarebbe valsa la pena. A seguito di una bella passeggiata siamo stati accolti da una scritta in Ungherese sulla porta del ristorante che indicava una chiusura definitiva. Non ci siamo lasciati abbattere, e determinati a perseguire con l’ottimismo, abbiamo passato una nottata di Capodanno meravigliosa sul Danubio.

Budapest

L’attività con cui abbiamo progettato d’iniziare il 2023 è vedere, di prima mattina, la panoramica più bella di tutta la capitale dell’Ungheria: quella del parco di Gellert. Dopo circa 300 scalini siamo finalmente arrivati al punto desiderato, e con una risata che oscilla tra il divertimento e la disperazione, ci siamo resi conto che non avremmo visto ciò che ci aspettavamo. Infatti, la nebbia aveva ricoperto la città e da quell’altezza ci trovavamo dinanzi solo una distesa di bianco, da quel che appariva ci saremmo potuti trovare tanto al Parco di Gellert a Budapest quanto alla Crocetta all’Aquila.

Budapest

Già che c’eravamo, ci siamo lasciati incuriosire, prima di proseguire con la prossima tappa in programma per il primo gennaio – il castello di Buda – dalle terme Gellert. Sembravano veramente belle, soprattutto una maestosa piscina all’aperto in cui non vedevamo l’ora di tuffarci e che abbiamo deciso di rendere tappa unica del giorno seguente. Non appena suonata la sveglia, nonostante avremmo dovuto prendere l’aereo lo stesso giorno, eravamo felicissimi: si va alle terme.

La piscina all’aperto sembra davvero un miracolo architettonico. Facciamo il biglietto, entriamo – inutile dire che anche questa volta non c’era mezza scacchiera – e corriamo fuori pronti a tuffarci in acqua. Ovviamente, era in ristrutturazione e chiusa.

Con un pochino di amaro in bocca, abbiamo passato una splendida mezza giornata tra le attrazioni delle terme, tra vasche a 40 gradi e altre a zero. Dopo una corsa frenetica all’Aeroporto prendiamo il volo. L’aereo sarebbe dovuto atterrare circa 30 minuti prima del nostro autobus e non avevamo dubbi di riuscire a farcela a prenderlo, anche perché ce ne sarebbe dovuto essere un altro dopo 15 minuti.

Indubbio sul fatto che il pilota fosse svizzero siamo atterrati sulla pista di Fiumicino al minuto spaccato. Inutile dire che poi per poter portare le scale lo staff dell’Aeroporto ci abbia messo 30 minuti, facendoci perdere il nostro bus mentre quello seguente non è nemmeno passato.

Prossimo viaggio a Međugorje. 


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