L’umiltà e l’obbedienza sono i valori evangelici che don Girolamo dello Iacono – assistente
religioso del Monastero delle Benedettine Celestine di San Basilio, l’Aquila – ha indicato alle tre
postulanti che nella mattinata di sabato 21 marzo scorso, durante la celebrazione eucaristica, hanno
indossato i “panni della prova”, per l’ingresso solenne nell’anno del Noviziato canonico.
Durante l’omelia, infatti, il sacerdote presidente della liturgia ha sottolineato: «Il primo livello
dell’umiltà è l’obbedienza senza indugio. Il salmista ci ricorda: “Appena ho udito, ho obbedito”;
“Chi ascolta voi, ascolta me”. Il vostro cammino si all’insegna di questa regola, di questa
obbedienza agli insegnamenti che il Santo Padre Benedetto ci ha lasciato».
Don Girolamo ha, poi, sottolineato, ulteriormente: «Insieme all’obbedienza, l’umiltà; e l’umiltà è
quella grande scala che ci viene citata nel sogno di Giacobbe, nella sacra Scrittura, dove si vedono
salire e scendere gli angeli. Quindi, con la vostra vita, siete chiamate a salire questa scala. Questa
scala che, a differenza di quella umana – nella vita umana ci sono le “scalate” delle persone che
cercano di collezionare onorificenze, meriti, titoli; molte volte, anche con la prepotenza, con la
violenza, con la forza, nei confronti degli altri fratelli e sorelle – invece la scala che voi siete
chiamate a percorrere è quella della via dell’umiltà; perché, come ci è ricordato nel Magnificat, nel
Vangelo di Luca: “Chiunque si esalta, sarà umiliato, e chi si umilia, sarà esaltato”».
L’omelia ha ribadito: «È attraverso l’umiltà, che si sale; è attraverso la superbia, che si scende. E
noi siamo chiamati a percorrere – questa scala – con l’obbedienza alla Regola; ma anche con grande
umiltà, gradino dopo gradino. E, quindi, questo cammino che state iniziando oggi in questa grande
festa, sia questo cammino di ascesa; sia questo cammino di perfezione verso il Signore; guardando a
questo grande movimento di santità».
Ritornando sulla Parola del Vangelo proclamato, don Girolamo ha affermato: «Gesù alza gli occhi
al cielo e prega; affida tutti al Padre, prima di avviarsi alla sua Passione. E ci ricorda una cosa
fondamentale: l’unità. L’unità è fonte di perfezione; è la sorgente che conduce il cammino di ogni
uomo, affinché raggiunga il Padre, Dio, per glorificarlo in eterno. E come lo glorifichiamo nella
nostra vita terrena, lì Lo loderemo in maniera perfetta e piena. E il Signore gesù ci manifesta questa
volontà del Padre, Che vuole che tutti siano salvati, che tutti possano partecipare del Suo amore,
dell’amore che il Signore ci ha manifestato. Quindi, durante questa esperienza, siete chiamate a
conoscere l’amore di Dio, a sperimentarlo».
Rivolto particolarmente alle consorelle Novizie, il celebrante le ha esortate, affermando: «Voi
dovete diventare dei messaggeri di questa presenza di Dio. L’abito religioso ci ricorda che siete
delle persone che amano il Signore, e che Dio ha scelto e ama. E, allora, siate messaggere: di questo
annuncio gioioso, messaggere di pace e di comunione».
I continui riferimenti di don Girolamo sono stati rivolti a san Benedetto e a san Pietro Celestino,
affinché intercedano per il nuovo cammino intrapreso da queste loro figlie.






