Udu: “Studiare in Abruzzo sta diventando impossibile”

di Redazione | 03 Agosto 2022 @ 09:04 | ATTUALITA'
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L’AQUILA –  Scegliere di studiare all’università in Abruzzo sta diventando sempre più una scelta impossibile per chi non gode di buone disponibilità economiche. La legge (LR 91/94) obbliga la Regione a convocare la CRU (conferenza regione università) ogni 3 anni per aggiornare il piano di indirizzo triennale del diritto allo studio, ovvero l’insieme delle regole e degli interventi che regolano le borse di studio regionali e sulla base del quale vengono redatti i bandi delle ADSU di L’Aquila, Teramo e Chieti. Dal 2015 questo organo non viene convocato, nonostante manifestazioni, solleciti scritti, telefonici e riunioni con gli esponenti politici che sono arrivati a ignorare perfino una mozione approvata nel novembre 2021 nella quinta commissione del consiglio regionale, in cui si chiedeva la convocazione della CRU. Dal 2018 chiediamo, come Coordinamento Regionale UDU L’Aquila – UDU Teramo – 360 Gradi Chieti Pescara, di cambiare una norma sulla cosiddetta “prima immatricolazione” che impedisce alle studentesse e studenti di cambiare corso di laurea, pena la perdita della borsa di studio. Quest’anno, inoltre, è intervenuto un nuovo decreto nazionale (DM 1320/2021) che ha modificato diversi aspetti delle borse di studio e pertanto obbligatoriamente andava convocata la CRU per recepire il nuovo decreto. La Regione Abruzzo si è mostrata un vero e proprio muro di gomma che, poggiando nella più totale illegittimità, ha determinato la seguente situazione: le ADSU di Chieti e di Teramo hanno pubblicato i loro bandi qualche giorno fa, recependo alcuni aspetti del nuovo decreto nazionale (ma non l’anticipo dei tempi di pagamento delle borse di studio) e non considerando la nostra proposta sulla “prima immatricolazione” (quindi diversi studenti continueranno a perdere la borsa di studio qualora decidano di cambiare corso di laurea); invece, l’ADSU dell’Aquila è ancora in attesa di un qualche provvedimento della Regione Abruzzo che dica cosa recepire del decreto nazionale e cosa no, con il risultato di essere in un tremendo ritardo nella pubblicazione del bando, che renderà difficile elaborare le graduatorie in tempo per il prossimo anno accademico. Per quanto riguarda L’Aquila, perdura inoltre l’incertezza sulla Residenza Universitaria Campomizzi per la quale dopo mesi di lotte e interlocuzioni con la politica ci saremmo aspettati una più rapida risoluzione. Ad oggi non si ha un bando per la borsa di studio, né una residenza universitaria. A Chieti ci sono ancora centinaia e centinaia di studenti che non hanno ricevuto la borsa di studio del passato anno accademico (2021/22). A Teramo e a Chieti/Pescara non sono state monetizzate le quote della mensa non fruita durante il primo lockdown, come previsto dalla legge. E’ un quadro davvero desolante. Molti studenti e studentesse, di fronte a un tale clima di incertezza e una totale chiusura alle istanze studentesche, di cui l’Assessore Regionale Pietro Quaresimale deve assumersi la piena responsabilità, saranno tentati, se possono, di fuggire. E’ questo che merita l’Abruzzo e i suoi studenti? Oltre al danno, ci aspetta anche la beffa: sta iniziando la campagna elettorale per le prossime elezioni politiche e sentiremo molti esponenti politici riempirsi la bocca delle parole “futuro”, “giovani” e “cultura”, mentre quotidianamente queste tre parole sono calpestate, in maniera anche del tutto illegittima, da una classe politica e di amministratori del tutto sorda alle istanze e ai bisogni degli studenti e studentesse.


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