Ucraina, Quaresimale: oltre 200 i profughi accolti nelle scuole abruzzesi

di Redazione | 30 Marzo 2022 @ 17:12 | ATTUALITA'
Quaresimale
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PESCARA – Sono in totale 216 i bambini e gli adolescenti ucraini ad oggi inseriti nelle scuole abruzzesi. Il dato è emerso dalla seconda riunione del tavolo regionale di inclusione scolastica promosso dall’assessore all’Istruzione, Pietro Quaresimale, che ogni settimana si riunisce per agevolare i percorsi inclusivi nelle scuole regionali dei ragazzi ucraini e per dare supporto alle amministrazioni nella soluzione dei problemi ordinari. Dall’inizio della guerra in Abruzzo sono stati censiti in entrata, sempre alla data di ieri, 871 minori di cui una parte ha intrapreso il percorso scolastico regionale.

“Questi dati – ha commentato l’assessore – testimoniano che ci troviamo in una fase cruciale sul fronte degli arrivi in Italia e che è necessario il massimo coordinamento per accogliere i bambini e gli adolescenti. L’obiettivo del tavolo è governare il delicato passaggio dell’inclusione scolastica che da quanto emerso non è poi un dato scontato per i piccoli che giungono nella nostra terra”. Proprio dal tavolo regionale è emersa la necessità di una ricognizione continua sul numero dei piccoli che vengono inseriti nelle scuole e il numero di quelli in entrata in Abruzzo in modo da evitare forme di evasione scolastica.

In questo senso, l’assessore Quaresimale ha riferito, a seguito di quanto emerso nella riunione degli assessori al ramo della Conferenza delle Regioni, che “verranno messi a disposizione fondi alle Regioni per acquisire la collaborazione di consulenti per il supporto linguistico e psicologico in favore di quei bambini che entreranno nelle scuole. Mi sembra – conclude Quaresimale – che il continuo confronto tra le istituzioni direttamente chiamate in causa nel processo di accoglienza dei profughi ucraini, dalle Prefetture all’Ufficio scolastico regionale fino alle Asl, sia garanzia di un percorso corretto che permetta di non disperdere risorse, umane e professionali, e organizzare al meglio la macchina dell’accoglienza e dell’inclusione senza particolari traumi che attiva e chi riceve”.


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