Ucraina, lo stato dell’arte e gli appelli del mondo della cultura

Quale situazione stanno vivendo i musei e gli artisti Ucraini?

di Laura Di Stefano | 05 Marzo 2022 @ 06:00 | CULTURA
Mariia Pryimachenko
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UCRAINA – Alcuni musei sono a lavoro da giorni, per mettere al sicuro le collezioni, altri hanno già subito attacchi, come il Museo di Storia Locale a Ivankiv, nel territorio di Kiev, è stato travolto da un’esplosione tra il 27 e il 28 febbraio. Aumentano le richieste di protezione e gli appelli degli esponenti culturali, ucraini ma anche russi. 

PROTEZIONE – In una intervista al Giornale dell’Arte, una funzionaria del Bohdan and Varvara Khanenko National Museum of Arts di Kiev, chiedendo l’anonimato, ha dichiarato che, purtroppo, non sono riusciti a a portare tutte le opere al sicuro, quelle di grandi dimensioni sono rimaste appese alle pareti, con la speranza che non vengano distrutte.

Il direttore del Museo Nazionale dell’UcrainaFedir Androshchuk, in un’intervista con un membro del consiglio svedese per il Patrimonio Culturale Nazionale, ha comunicato che i funzionari hanno avuto modo di proteggere le raccolte, organizzandosi da tempo, ed ha affermato che “la cosa più importante è garantire che vi sia una consapevolezza dell’importanza del patrimonio culturale e una comprensione di come ora rischi di essere danneggiato”. 

Oleksandra Kovalchuk, vicedirettrice del Museo di Belle Arti di Odessa, in un post sul suo profilo Facebook, ha scritto: “Abbiamo controllato i sistemi di sicurezza nel museo e abbiamo colmato tutte le lacune che abbiamo notato”, ha poi comunicato al New York Times, di essere in prima linea per mettere in salvo e nascondere le raccolte, proteggendo l’edificio anche con filo spinato.

Oltre le protezioni pratiche, ci sarebbero quelle teoriche, infatti sia l’Ucraina che la Russia sono paesi firmatari della Convenzione per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato, trattato firmato nel 1954 all’Aia, lo stesso che ha permesso la creazione del comitato Blue Shield, si legge all’articolo 4 che “le Alte Parti Contraenti s’impegnano a rispettare i beni culturali, situati sia sul loro proprio territorio, che su quello delle Alte Parti Contraenti, astenendosi dall’utilizzazione di tali beni, dei loro dispositivi di protezione e delle loro immediate vicinanze, per scopi che potrebbero esporli a distruzione o a deterioramento in casi di conflitto armato, ed astenendosi da ogni atto di ostilità a loro riguardo”.

POSIZIONI  – Il conflitto aveva già obbligato i curatori del padiglione Ucraina della 59esima Biennale d’Arte di Venezia a bloccare i lavori, ora anche il curatore del padiglione Russia ha scelto di dimettersi: “Non posso andare avanti a lavorare al nostro progetto in seguito all’invasione militare e ai bombardamenti dell’Ucraina da parte della Russia. Questa guerra è politicamente e umanamente intollerabile“: così Raimundas Malašauskas giustifica la sua scelta: “Sono nato e mi sono formato in Lituania, quando ancora era parte dell’Unione Sovietica. Ho vissuto la dissoluzione dell’URSS nel 1989, e da allora ho visto e goduto di quanto la mia nazione si stesse sviluppando. L’idea di tornare indietro o andare verso l’assoggettamento alla Russia o a un altro impero è semplicemente intollerabile […] Condanno espressamente l’assalto e l’assoggettamento messo ora in atto dalla Russia“.

Il padiglione russo quindi rimarrà chiuso, anche gli artisti Alexandra Sukhareva e Kirill Savchenkov hanno seguito la scelta del curatore, comunicandola anch’essi in un post sui social: “Non c’è più niente da dire, non c’è posto per l’arte quando i civili muoiono sotto il fuoco dei missili, quando i cittadini ucraini si nascondono nei rifugi, quando i manifestanti russi vengono messi a tacere. Da russo, non presenterò il mio lavoro al padiglione russo della Biennale di Venezia.”

CRONACA – Il Ministero degli Affari Esteri dell’Ucraina, nella notte tra il 27 e il 28 febbraio ha dichiarato che è stato distrutto il Museo di Storia Locale a Ivankiv, nel territorio di Kiev. Ospitava opere dell’artista naïf Mariia Pryimachenko, una delle maggiori esponenti dell’arte popolare ucraina, le sue opere pittoriche, scultoree e tessili hanno tra i principali soggetti animali fantastici. Nel 1970 le è stato conferito il National Prize, il riconoscimento culturale più importante dell’Ucraina. 

APPELLI – I rappresentanti della cultura e dell’arte della Federazione Russa si appellano alla pace. “Noi, artisti, curatori, architetti, critici ed esperti dell’arte, art manager, esprimiamo la nostra assoluta solidarietà con il popolo dell’Ucraina e diciamo un risoluto “NO ALLA GUERRA! Chiediamo la cessazione immediata di tutte le operazioni militari, il ritiro delle truppe russe dal territorio dell’Ucraina e lo svolgimento di colloqui di pace”.


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