Ucraina, anche l’arte si ferma. Interviene il Blue Shield

di Laura Di Stefano | 01 Marzo 2022 @ 06:00 | CULTURA
museo kiev
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UCRAINA – L’invasione russa in Ucraina e la conseguente introduzione della legge marziale, hanno obbligato anche i musei a chiudere e a rivedere le partecipazioni della nazione nelle esposizioni internazionali, come la Biennale di Venezia. Interviene in comitato Blue Shield per la protezione dei beni culturali.

I musei ucraini hanno comunicato al pubblico la chiusura a tempo indeterminato, avvisando i loro followers tramite le pagine social, auspicando ad una riapertura nel più breve tempo possibile. Il Museo di Kiev, il Museo Nazionale d’Arte dell’Ucraina, il Victoria Museum, il Museo Khanenko nella capitale, e tutti gli altri musei del paese, sedi delle più importanti collezioni dell’Europa orientale, hanno comunicato non solo la chiusura, e il loro impegno a proteggere le opere d’arte, ma hanno anche esortato la popolazione a sostenere le forze armate e a resistere.

Sulla scia degli eventi cancellati a causa del conflitto, anche i curatori del padiglione Ucraina hanno comunicato che non sarà possibile, per adesso, continuare i lavori per l’esposizione alla Biennale di Venezia. In un comunicato ufficiale, l’artista Pavlo Makov e i curatori Lizaveta GermanMaira Lanko e Borys Filonenko, hanno dichiarato: “Al momento, non siamo in grado di continuare a lavorare al progetto del Padiglione a causa del pericolo per le nostre vite.” facendo appello anche alla comunità artistica internazionale, alla quale chiedono “di utilizzare tutta la nostra influenza per fermare l’invasione russa dell’Ucraina.”

In seguito alla Convenzione dell’Aia del 1954 per la protezione di beni culturali in caso di conflitto armato, è nato il comitato Blue Shield, con lo scopo di intervenire per salvaguardare le opere d’arte bersaglio di conflitti. I beni contrassegnati dallo “Scudo blu” dovrebbero essere immuni dagli assalti militari. L’identità nazionale viene simbolicamente attribuita anche tramite le opere d’arte, pertanto i musei mantengono un’importanza fondamentale, l’Ucraina presenta molti musei di storia nazionale, come il Museo della Storia dell’Ucraina che raccoglie cimeli della storia della guerra del 2014 tra Ucraina e Russia per il Donbass, per questo esposto a un altissimo rischio.

E’ già tardi per effettuare strategie di evacuazione, ma i responsabili hanno fatto sapere che stanno trasportando le opere in luoghi sicuri, con la speranza che non saranno oggetto di vendita al mercato nero. Come in seguito a molti conflitti, le opere trafugate vengono vendute sui mercati d’arte di tutto il mondo, ora dovrà essere compito di tutti gli esperti, i musei e le case d’asta cercare di bloccare le opere di dubbia provenienza e mettere in atto il primo protocollo della Convenzione dell’Aia che stabilisce l’obbligo di restituire al paese d’origine i beni d’arte (mobili) trafugati o esportati. 

 


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