di Vincenzo Cosenza – Ogni nuovo servizio Web è accompagnato nel suo sviluppo dalla narrazione che ne fanno i media e gli uffici stampa. Un filo narrativo che contribuisce a incoraggiarne o scoraggiarne l’adozione. La nostra “digital life” è, in qualche modo, influenzata da tali racconti.

A volte, questi seguono logiche sensazionalistiche che non poggiano su dati reali, e che inducono il lettore a credere che la maggioranza delle persone stia già usando quel determinato servizio. È successo in passato con Second Life, il mondo metaforico dei Linden Lab, o recentemente con Twitter, la cui reale portata è stata ingigantita con la notizia, falsa, del raggiungimento di 500 milioni di utenti.

Oggi la rete, con le sue innumerevoli fonti, ci offre la possibilità di leggere le narrazioni dei media tradizionali con occhio critico, partendo da dati di fatto. È per questo che ho deciso di condividere con voi una serie di dati di contesto sull’utilizzo dei social network in Italia.

La storia delle reti sociali nel nostro paese è stata caratterizzata essenzialmente da quattro fasi:

  1. il periodo del colpo di fulmine per MySpace, primo esperimento social degli italiani (inizio 2007);
  2. l’interesse, soprattutto dai teenagers, per Netlog e Badoo, le “bridging communities” il cui lo scopo prevalente è quello di fare nuove amicizie (fine 2007);
  3. l’amore per Facebook (in crescita dal settembre 2008);
  4. l’innamoramento per Twitter, salutato come rivoluzionario dai media e benedetto dai VIP nostrani (dalla fine del 2011)

Oggi la situazione è la seguente:

Facebook è di gran lunga il luogo di relazioni più utilizzato: vanta 21 milioni di utenti, dei quali 3 milioni entrati nell’ultimo anno. Inoltre sono 13 milioni quelli che lo usano ogni giorno, mentre 7,5 milioni lo fanno da dispositivo mobile ogni mese (dati ufficiali confermatimi dal country manager Luca Colombo). L’ultimo periodo segna anche un cambiamento nella composizione demografica degli iscritti: diminuisce il peso dei teenager e aumenta quello degli over 36. (dettagli all’Osservatorio Facebook)

Negli ultimi mesi è diventato difficile dire con certezza chi occupa la seconda posizione. Secondo Google AdPlanner sarebbe Badoo, con 2,9 milioni di visitatori mensili. Non concorda Audiweb/Nielsen che parla di soli 2 milioni e attribuisce l’argento a Twitter con 3,7 milioni di visitatori, in crescita del 142% rispetto al 2011. Ma secondo una ricerca di Semiocast sarebbero solo un milione quelli che avrebbero emesso un cinguettio negli ultimi mesi del 2011.

Seguirebbe LinkedIn, un must per chi entra nel mondo del lavoro, con 2,8 milioni di visitatori (+71% rispetto all’anno precedente). In termini di iscritti i dati ufficiali registrano oltre 3,3 milioni di italiani. Ai confini col mondo dei social network puri si pone Tumblr, una piattaforma molto semplice di pubblicazione di contenuti multimediali, che lo rende simile ai blog, ma fruibile attraverso lo stream (detto “dashboard“) di chi si segue, come in Facebook. Nel mondo i Tumblr creati hanno da poco superato la soglia dei 53 milioni (73 quelli su WordPress) mentre i visitatori italiani sono 1 milione.

L’ultimo hype dei media in ordine di tempo è quello che riguarda Pinterest, la bacheca di immagini infinita. Ma spulciando tra i dati si nota un traffico ancora modesto, seppur in crescita, nell’intorno di 300mila visitatori mensili. Ancora pochi per poterlo considerare la rivelazione del nuovo anno.

Il 2012 potrebbe essere l’anno di Google+ a giudicare dalla forza e dall’impegno col quale l’azienda leader nei motori di ricerca ne sta spingendo l’integrazione con i suoi servizi di maggior successo (GMail e YouTube in primis). Le statistiche mondiali ufficiali parlano di 170 milioni di utenti, di cui 100 attivi su base mensile. Ma i dati italiani tardano ad arrivare: Plusdemographics stima un milione e mezzo di registrati. Di chi s’innamoreranno gli italiani quest’anno?

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