L’AQUILA – Lo avevamo anticipato ieri. E oggi il nome di Alessandra Priante circola anche sulla stampa nazionale (in foto copertina il box de La Stampa di oggi). Una conferma del fatto che l’economista aquilana è tra le figure considerate nella partita del dopo Daniela Santanchè al ministero del Turismo, apertasi subito dopo le dimissioni della ministra.
Nel cosiddetto “totoministri” le ipotesi sul tavolo restano diverse. In pole ci sarebbero profili più strettamente politici, da tempo dentro gli equilibri della maggioranza, come quello di Gianluca Caramanna, responsabile turismo di Fdi. Ma circolano anche i nomi di big come Luca Zaia, per rimanere alla politica, o di Giovanni Malagò, l’ex presidente del Coni, un tecnico ma sempre a suo agio tra governi e istituzioni.
Ma c’è anche, evidentemente, l’ipotesi di un profilo tecnico puro, senza rischi di scheletri nell’armadio. Ed è qui che torna il nome di Priante, poco più che cinquantenne, nata a L’Aquila e ancora con forti legami con la città, è una manager di lungo corso del settore, poliglotta, con esperienze sia al ministero che nel settore privato. Una policy maker del turismo autorevole e stimata da Meloni.
Priante è stata infatti voluta dalla stessa Meloni alla guida dell’Agenzia nazionale del turismo, l’Enit, nel febbraio 2024, in una fase già delicata nei rapporti con Santanchè e per contrastarne in qualche modo la gestione un po’ naïf di un settore strategico per il paese.
E proprio per questo oggi il suo nome riemerge con forza. Resta sullo sfondo anche l’ipotesi di un interim alla stessa Meloni, ma il segnale resta chiaro: se la scelta dovesse cadere su un profilo esterno alla politica, Priante è già dentro il perimetro delle opzioni possibili.








