Turismo: il duro colpo della pandemia. Gli operatori: “Il Governo ci aiuti”

di Marianna Gianforte | 12 Gennaio 2022 @ 06:00 | ATTUALITA'
STEFANO-FILAURO-TURISMO
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – Viaggi organizzati e poi disdetti; personale assunto e licenziato; tour e visite guidate programmate e in bilico tra chiusure di eventi e nuove norme anti Covid-19. Il settore del turismo organizzato soffre le conseguenze delle continue recrudescenze del contagio da Sars-Cov-2 e delle sue varianti in Italia e nel mondo. Un comparto che fa muovere anche un articolato indotto: artigianato, enogastronomia, servizi, musei, ristorazione, alberghi, impianti invernali, settore estivo, bus operator.

Le agenzie di viaggi o tour operator anche all’Aquila hanno cercato di riorganizzarsi e riadattarsi, spesso si sono indebitati e hanno ridotto il personale, in attesa che il Governo – al lavoro proprio in queste ore su un decreto ad hoc – fornisca risposte concrete.

Ne sa qualcosa Vanessa Scipioni, titolare dell’agenzia tour operator “Scipio Tours” di via Paganica: «Troppe volte in questi anni di pandemia si sono affrontate nuove ripartenze, con relativi costi e oneri, che poi si sono trasformate in un nulla di fatto o veri buchi finanziari. Viviamo una situazione che non consente una programmazione, senza la quale è impossibile lavorare. Una cattiva gestione della crisi dovuta all’emergenza sanitaria rischia di aggiungere al danno anche la beffa. C’è un eccesso di stop and go, oppure aperture difficili da mantenere in un contesto di norme anti contagio che cambiano all’improvviso ed è persino una rincorsa a restare aggiornati. Per quanto riguarda gli aiuti, vanno bene i contributi a fondo perduto in base al fatturato per compensare le perdite; bene la cassaintegrazione per i dipendenti; bene anche i bandi per incentivare la ripresa e adeguarsi al mercato. Ma serve di più: incentivi o sgravi fiscali per il personale, che costituisce il costo più alto delle aziende, ma anche la risorsa più importante depositaria del famoso know-how».

Sembra quasi la faccia opposta della luna quella che descrive invece Katiuscia Biasini dell’Infopoint, l’ufficio informazione e accoglienza turistica gestito dal Centro turistico del Gran Sasso alla Fontana Luminosa, al quale si rivolge un turismo non organizzato: «Per tutto il periodo natalizio si è verificato un fenomeno molto vicino a quello estivo ferragostano», spiega Biasini, «con un continuo afflusso di turisti. La provenienza maggiore dall’Italia: ad esempio Toscana, Puglia e Lazio (Roma). In parte minore anche dall’estero: dalla Spagna, dal Sud America, dall’Inghilterra, dalla Germania. Molto intensa per tutto il periodo la collaborazione con le guide turistiche, che hanno accompagnato gruppi anche di nove persone».

La pandemia ha provocato una flessione del turismo cittadino, riconosce l’assessora al Turismo Fabrizia Aquilio, con prenotazioni poi disdette in tutto il comparto alberghiero e dell’accoglienza diffusa. L’assessora si dice, però, fiduciosa nella tenuta del settore perché, «finalmente, proprio negli ultimi due o tre anni, l’attività di promozione turistica della città sta dando i suoi frutti ed è evidente anche nel “turismo lungo”, sino all’autunno: un buon lavoro che non deve fermarsi».

Per Aquilio, dunque, le prenotazioni alberghiere, al netto delle disdette causate dai contagi che hanno bloccato tante partenze, sono da leggere positivamente. «L’afflusso nelle piste di Campo Imperatore è stato molto buono: la nostra montagna è amata e vuol dire che in condizioni di pseudo-normalità continuiamo ad avere il giusto approccio. Tutto ciò che è legato al turismo risente prima di altri comparti delle circostanze negative contingenti, ma è anche il primo ambito a ripartire».

Anche il responsabile del “Touring club Italiano” in corso Federico II, Stefano Filauro, sottolinea che l’emergenza sanitaria ha dato un duro colpo al turismo organizzato del territorio aquilano, un settore che non dev’essere lasciato solo.

L’intervista:

 


Print Friendly and PDF

TAGS