Turismo dalla Cina, lo chef Bruno Ferrari e il suo progetto per rilanciare l’Abruzzo in Oriente

di Mariangela Speranza | 07 Luglio 2020 @ 06:30 | ATTUALITA'
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SHANGHAI – Potenziare il turismo cinese in Abruzzo, puntando sui prodotti enogastronomici e sulle bellezze paesaggistiche ancora poco conosciute in Oriente, con un occhio di riguardo per il singolo viaggiatore, alle sue esigenze e alla sua cultura d’origine.

È l’obiettivo di Bruno Ferrari, ristoratore originario di Guardiagrele (Chieti) e titolare di diversi locali italiani sparsi per la Cina. Tra questi, il Velluto, il Cin Cin e Parco Majella, situati rispettivamente nelle città di Suzhou, Wuxi e Shanghai. A causa del covid, lo chef ha dovuto per il momento mettere in stand by un progetto di apertura di un ristorante tutto italiano nel chietino, ma ha da qualche settimana inaugurato proprio a Shanghai il Majella Cafe e Bistro, che si occupa principalmente di cucina abruzzese e si trova all’interno del palazzo dal super design della Ctrip, tra le più grandi agenzie di viaggi in Asia. Ed è proprio con quest’agenzia che ha iniziato a collaborare, mettendo a punto un progetto che, dice, “ha tutte le potenzialità per riuscire a comunicare l’Abruzzo in tutto il suo splendore alla Cina e ai suoi abitanti”.

“L’idea è stata sin da subito quella di farmi ambasciatore della mia terra, che ha tanto da offrire, ma pochi mezzi per farlo concretamente, sia per quanto riguarda il turismo estivo che quello invernale”, spiega a L’Aquila Blog.

L’obiettivo, in pratica, è quello di una rivisitazione del concetto di accoglienza che, attraverso l’integrazione di tradizione e innovazione, riesca a coniugare a più livelli l’offerta locale con le esigenze dei turisti provenienti dal paese del Sol levante.

“Nei giorni scorsi – dice – ho incontrato la vice presidente e la responsabile vacanze della Ctrip. Entrambe viaggiano spesso in Italia, ma non sono mai state nella nostra regione. Inutile soffermarmi su quanto siano rimaste impressionate dalle immagini che ho mostrato loro nel corso della riunione. Addirittura ne sono state talemente entusiaste da decidere di metterci subito al lavoro”.

In concreto, la proposta di Ferrari è stata quella di cercare di creare un circuito di ristoranti dotati di specifici requisiti, volti ad accogliere nel miglior modo possibile il turista in Italia. Tra questi menu in lingua cinese o convenzioni con banche che accettano il circuito UnionPay, quello maggiormente usato in Cina, oltre a specifiche scontistiche e, quando possibile, la messa a disposizione di un apposito servizio clienti e di operatori in grado di comunicare in cinese all’arrivo dei gruppi o nel corso dei sigoli tour in giro per l’Abruzzo.

Stesso discorso per gli alberghi che, secondo lo stesso progetto, dovranno essere “in grado di poter offrire colazioni orientali, magari cooperando direttamente con i ristoranti tipici della zona”, e per le aziende che si occupano di trasporto, in modo “da permettere facilmente lo spostamento dei turisti dalle stazioni e dagli aeroporti e, eventualmente, aiutarli a muoversi liberamente all’interno della Regione per tutto il corso del viaggio”.

“Ovviamente avrò bisogno di tutto l’appoggio possibile da parte dei sindaci e delle varie istituzioni locali che vorranno aderire a questa iniziativa – prosegue lo chef -. Mi aspetto siano in molti. Per me ma anche per l’Abruzzo, che ritengo abbia davvero tutte le carte in regola per poter diventare punto di riferimento del turismo italiano nel modo. A patto però che si riesca davvero a creare quella rete di personalità e operatori vari in grado di lavorare, puntando sull’impegno, sulla collaborazione attiva e sulla differenziazione delle singole competenze sul tema”.

L’unico neo, aggiunge lo chef, sarebbe quello rappresentato dalle limitazioni imposte dal coronavirus e dalla conseguente chiusura dei confini.

“Prevedo quindi che si potrà partire effettivamente non prima della prossima estate – conclude -. Il mio staff e io siamo però al lavoro già da un po’ e, se le cose dovessero cambiare, non escludo si possa procedere anche prima”.


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