Trincea sanitaria ko: servono medici ma Miur dice no graduatorie specializzandi

di Cristina D'Armi | 13 Dicembre 2020, @06:12 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Per creare un posto in terapia intensiva servono letti, ventilatori ed ecografi, ma,  certamente  non possono mancare anche  medici, infermiere, rianimatori ed anestesisti che sappiano gestire malati complicati e gravi. Prima che dalle scuole di Rianimazione escano medici formati ci vorranno 5 anni, ancora di più se si calcolano i ritardi nelle assegnazioni delle borse di specializzazione per i laureati in medicina. Il primo bando, infatti è stato pubblicato il 24 luglio, ma, alcune ambiguità nel bando del concorso e il ricorso di molti partecipanti per un errore  in una delle domande del test del 22 settembre 2020, hanno portato a non sapere ancora oggi se e dove gli specializzandi potranno condurre  la specializzazione a causa dei ritardi delle graduatorie.

“Dopo aver studiato 6 anni e mentre sono in attesa di sapere in quale scuola sparsa per l’Italia sarò assegnato, è avvilente venire a conoscenza del fatto che qualcuno voglia piazzarmi, a discapito della mia formazione, come mero tappabuchi di un sistema che cade a pezzi”. Queste le parole di uno dei neo dottori laureati in medicina in attesa di iniziare la specializzazione e chiamato come “volontario” per effettuare tamponi covid-19. I medici sono professionisti e come tali vanno trattati e retribuiti.  “Se decidessero di fare volontariato, come moltissimi già fanno in molte situazioni, decidono loro quando farlo, dove farlo e con chi farlo. Di sicuro non glielo devono imporre altri”, commenta un’altra ragazza in attesa della graduatoria.

La situazione è ancora più grave se si pensa che molti di questi dottori lavoravano come guardia medica, nelle squadre di medici che assistono i pazienti covid o nelle rsa, ma hanno dovuto dimettersi il 30 novembre per rientrare nei requisiti di partecipazione al concorso per ricevere la borsa di specializzazione. Queste problematiche continuano a generare grande incertezza nei 23mila medici che hanno partecipato al concorsone dato che, le borse previste per quest’anno sono circa 14mila.

E’ quindi evidente che quasi 10mila saranno disoccupati dopo la pubblicazione delle graduatorie. Il tutto nel bel mezzo di una crisi sanitaria in cui viene chiesto l’aiuto dei 10mila “camici grigi” dopo che questi vedono ripetutamente calpestato il loro diritto a completare il percorso formativo.

 

 


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