Schermata 2015-01-21 alle 20.50.34E’ passato un anno da quando Nicola Trifuoggi, ex Procuratore capo di Pescara ai tempi dell’inchiesta Sanitopoli, entrò nella Giunta Cialente col ruolo di vicesindaco, all’indomani dell’inchiesta sulle presunte tangenti per gli appalti del dopo-sisma. Inchiesta che coinvolse ex amministratori e che portò alle dimissioni del vicesindaco, Roberto Riga. Il Pd scelse Trifuoggi, 45 anni in magistratura, per ridare verginità all’immagine dell’ente. Doveva fare la rivoluzione Trifuoggi, che il giorno del suo insediamento nell’aula consiliare disse che “L’Aquila non è un covo di banditi “.

Quello che doveva fare, però, non glielo hanno fatto fare, a parte affidare la trasparenza ad una piattaforma telematica per controllare gli appalti, arrivata peraltro con ritardo. L’ex Procuratore si è trovato di fronte ad una corporazione composta da fuoco “amico” e “sacche di resistenza” come le chiama lui, che, dalla trasparenza, ai contratti e all’ispettorato urbanistico, gli hanno messo i bastoni tra le ruote. Ha sopportato in parte, ma si è fatto sentire anche durante le Giunte scontrandosi con alcuni colleghi. Una lunga pausa per motivi di salute, gli ha aperto l’orizzonte, anche se in realtà la misura era già colma. Così, è arrivato l’ultimatum sulle sue dimissioni, direttamente proporzionali al bando per il Direttore dell’Ex Onpi, cucito addosso a Patrizia del Principe, alla faticosissima rotazione del personale, senza dimenticare lo sgarbo fatto all’ex Direttore Artistico del Tsa Alessandro Preziosi. L’intervista…
Servizio e testo di Matilde Albani, riprese di Elisabetta Di Giorgio – L’Editoriale

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