Pubblichiamo la replica del consigliere comunale Paolo Romano (Il Passo Possibile ) a quanto dichiarato dal TSA sulla graduatoria dei Tric (teatri di rilevante interesse nazionale):
L’intero Consiglio d’Amministrazione del Teatro Stabile d’Abruzzo si dichiara addirittura soddisfatto del risultato che lo vede al penultimo posto in graduatoria tra i teatri di rilevante interesse nazionale (TRIC); tace tuttavia sulla questione proprio il direttore artistico Cristicchi, nonostante quel penultimo posto sia il risultato della valutazione effettuata sul suo operato; una proposta artistica, quella di Cristicchi, che egli stesso, al momento della sua nomina, avvenuta più di un anno fa, aveva pronosticato di forte rilancio per l’Ente.
Ricordo che il TSA agisce in regime di deroga rispetto agli altri TRIC sul territorio e come il Ministero, nel computo complessivo del giudizio, non abbia valutato la gestione degli spazi e delle sale perché consapevole delle conseguenze del post sisma; accampare questi argomenti, risulta evanescente come lo è sottolineare la dimensione dell’Aquila e dell’Abruzzo: motivazioni risibili se pensiamo che la valutazione sia stata fatta sull’offerta artistica attuale e non su altri indici.
Con questo atteggiamento giustificatorio, l’anno prossimo saremo di nuovo ultimi.
Ben venga il lavoro di ricerca di altre fonti di finanziamento per l’Ente come giustamente rivendica la presidente De Simone; non vedo però a cosa si attagli con la incontrovertibile e poco onorevole penultima posizione in graduatoria di quest’anno. Vorrei ricordare come in confronto ad altre realtà il TSA benefici del Restart, parte del famoso 4% della ricostruzione, che avrebbe dovuto creare un’offerta esclusiva nazionale. La domanda che da cittadino e da amministratore mi pongo è cosa si farà senza Restart che terminerà il prossimo anno e soprattutto se sia stata fatta richiesta per un prolungamento dello stanziamento dei fondi da parte della politica di centrodestra sia essa locale, regionale o nazionale.
Non da ultimo, per quanto mi riguarda, credo che lavorare per sostenere il territorio non significhi solo dispensare pacche sulle spalle e auguri di buon lavoro, ma anche dare impulso ad una maggiore analisi delle criticità in modo da creare soluzioni strutturali in grado di portare risultati di tutt’altro tenore in prospettiva.

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