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“Trentadue ragazzi dormono per strada”: le associazioni scrivono al prefetto dell’Aquila

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Trentadue giovani migranti, in gran parte pakistani e afgani, dormono all’aperto da giorni. La Fraterna Tau e altre associazioni hanno scritto alla Prefettura chiedendo un incontro urgente. La richiesta è costruire una risposta stabile, oltre i pasti caldi e gli aiuti immediati.

L’AQUILA – Una lettera alla Prefettura per chiedere un confronto urgente sulle condizioni dei migranti, in gran parte pakistani e afgani, che da giorni dormono all’aperto a temperature che scendono sotto lo zero. A firmarla la Fraterna Tau insieme ad altre realtà del volontariato, dopo l’ennesima emergenza da gestire alla Mensa di Celestino.

Domenica, nel cortile della struttura, mentre si svolgeva l’aperitivo multietnico pensato per le comunità straniere, la fila per un pasto caldo restituiva un’altra immagine: giovani senza un riparo, ora sono ben trentadue. “Sono passato alla mensa e sono stato circondato da 32 ragazzi che da giorni chiedono aiuto“, racconta Pierino Giorgi, presidente della Fraterna Tau, che gestisce la mensa.

Secondo Giorgi, la presenza crescente dei migranti è legata alla rotta balcanica. Arrivano in città, “si passano la voce” anche sui social, raggiungendo parenti e conoscenti. L’Aquila diventa così una tappa, spesso senza strumenti pronti per gestire numeri in aumento. Le richieste che arrivano alla mensa sono minime: coperte, giubbotti, maglioni. Necessità elementari che non risolvono il nodo principale, perché la notte resta all’aperto, con temperature rigide.

“Vado via con il magone sapendo che ancora devono dormire fuori”, spiega Giorgi, dopo aver parlato a lungo con loro tramite un interprete. È da qui che la vicenda esce dal perimetro dell’emergenza quotidiana e chiama in causa le istituzioni. “Stiamo affrontando una prova difficile, dai risvolti complicati, sulla quale sarebbe opportuno riflettere seriamente insieme, a prescindere”.

Il punto sollevato nel documento inviato al prefetto è chiaro: non può essere la rete informale dei volontari a sostenere da sola un flusso continuo di persone in difficoltà. Pasti caldi e indumenti servono, ma restano misure tampone. Per questo la Fraterna Tau e le altre associazioni chiedono un incontro per valutare soluzioni più stabili, a partire dalla logistica prima che l’arrivo dell’inverno renda la situazione ancora più critica.

Intanto, Il Movimento celestiniano ha avviato una raccolta di coperte, sacchi a pelo, giacche e piumini (uomo), felpe e maglioni, guanti, sciarpe e cappelli, calze pesanti, intimo termico e alimenti a lunga conservazione. Punto di raccolta in via Paolucci, 10, proprio nell’area della Mensa dei poveri.