Trenitalia verso la chiusura del turno di zona dell’Aquila, Peluso: “I lavoratori aquilani non lo meritano”

Vincenzo Peluso (segretario SLM Fast Abruzzo): "Trenitalia sta seguendo un copione già visto"

di Redazione | 26 Novembre 2020, @11:11 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – “Unico capoluogo in Italia a non essere sede d’Impianto, e adesso Trenitalia sta facendo di tutto per spostare a Sulmona i pochi posti di lavoro rimasti. Una città già martoriata dal sisma del 2009, merita anche questo schiaffo in pieno volto da una società che ogni anno riceve il 70 % degli introiti dalla Regione? I turni di zona sono un vantaggio per l’azienda e per il personale fuori sede”.  Così, in una nota, il Segretario SLM Fast Abruzzo Vincenzo Peluso a margine della riunione con la Direzione Passeggeri Regionale Trenitalia.

“Attualmente – prosegue – un dipendente Trenitalia residente a L’Aquila può, grazie al turno di zona, prendere servizio direttamente nel Capoluogo, e Trenitalia risparmia sui tempi di trasferimento del personale che dovrebbe raggiungere L’Aquila partendo da Sulmona che è l’impianto di appartenenza. Trenitalia, al momento, ha previsto una riduzione dei servizi che iniziano nel Capoluogo. Il timore è che si possa verificare quanto già accaduto in altre realtà, dove la riduzione dei servizi ha costituito il preludio alla chiusura del turno di zona. Ed è proprio quello che sta succedendo al turno di zona dell’Aquila, dove i lavoratori inizierebbero a diventare pendolari o costretti a trasferimenti verso l’impianto di Sulmona. Un capoluogo di regione, già ferito e costretto allo spopolamento non merita di perdere altro lavoro, per dei capricci aziendali alla ricerca di una produttività che sarebbe tutta da dimostrare. Ma ancor più, non è quello che meritano i lavoratori aquilani. Alcuni di loro sono vicini al pensionamento, altri invece, sono in attesa di essere trasferiti proprio a L’Aquila loro città d’origine”.

“Con le nuove assunzioni di questi ultimi anni – conclude-  ci sarebbe anche la possibilità di creare un turno per i Capitreno, visto che attualmente c’è solo per i macchinisti. Questo avrebbe permesso ai giovani aquilani di tornare a vivere e costruire il loro futuro in Città”.

 


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