#Transumanza contro #Perdonanza, la doppia candidatura #Unesco fa litigare l’Abruzzo

di Redazione | 29 Marzo 2018 @ 16:41 | ATTUALITA'
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Sul Corriere.it si parla del rito religioso dell’Aquila che rischia di non essere riconosciuto come patrimonio dell’Umanità dopo la scelta dell’Italia di proporre anche la via dei tratturi dei pastori.

Abruzzo contro Abruzzo. La Majella contro L’Aquila. Tradizioni agricole, contro tradizioni religiose. Succede con la candidatura ufficializzata a fine marzo dal ministero delle Politiche agricole della Transumanza – l’attività dei pastori di trasportare («transumare», appunto) gli animali dai monti abruzzesi e molisani ai ricchi pascoli del Tavoliere e del Gargano in inverno e viceversa in estate – a patrimonio dell’Umanità presso l’Unesco. Peccato che proprio la stessa regione sia impegnata da anni ormai per far riconoscere un altra tradizione, la cosiddetta Perdonanza Celestiniana nella lista dei patrimoni orali e immateriali dell’umanità patrocinata sempre dall’Unesco. Lo scorso anno all’Aquila, a Celestino V e alla sua bolla papale che istituiva una specie di Giubileo ante litteram con l’indulgenza plenaria nella basilica di Santa Maria di Collemaggio il 28 e il 29 agosto, l’Unesco aveva preferito la pizza margherita per l’ambito riconoscimento.

La doppia candidatura

«Essendo quella della transumanza una candidatura transnazionale con anche Austria e Grecia», ha spiegato al quotidiano il Centro Ernesto Di Renzo, curatore del primo dossier Unesco della Perdonanza, «potrebbe non entrare in concorrenza con quella dello Stato membro, cioè l’Italia sulla Perdonanza. Transumanza e Perdonanza potrebbero seguire un iter in parallelo, ma a questo punto è fondamentale dare maggiore vigore alla candidatura che fa riferimento alla città dell’Aquila, con una spinta costante. Elevare il livello, che deve essere politico e diplomatico».


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