Transizione energetica “al verde”. Stangate anche a L’Aquila. E il 2022…

di Alessio Ludovici | 09 Dicembre 2021 @ 06:00 | ATTUALITA'
transizione energetica
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L’AQUILA – Transizione energetica, più che verde, “al verde”. I rincari delle materie prime dopo aver pesantemente colpito i trasporti attaccano, come annunciato, le bollette di gas ed elettricità e i beni di consumo. Prime stangate anche a L’Aquila, con bollette di utenze commerciali aumentate almeno di un 20%. Un commerciante del centro ci mostra le due bollette, stesso periodo 2020 e 21, e si nota un aumento del 24%. “Aspetto di capire cosa succederà con quella riferita a dicembre per avere una quadro più chiaro“.

Intanto l’inflazione vola ed è già ampiamente sopra il 3% su base annua. Il vero punto interrogativo è il primo trimestre del 2022. Le previsioni sono fosche, il costo del gas potrebbe impennarsi del 50% e dell’elettricità del 30%. Per intenderci compriamo l’energia elettrica a più di 250 euro al megawattora, prima a 40 sembrava un costo eccessivo.

L’intervento del governo per ora è di circa 3 miliardi, soprattutto a favore delle fasce più deboli e con una sforbiciata sugli oneri fiscali e sull’iva per la generalità delle utenze domestiche e le pmi sotto i 15 kw di contratto.  Oggi la tariffa del gas, fissata dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera) è 0,95 euro al metro cubo, da gennaio-marzo 2022 si arriverà a 1,40 euro visto come va il mercato. A cascata l’effetto sulle bollette dei consumatori. Per l’elettricità andrà un po’ meglio, solo di poco, visto che per la gran parte è prodotta dal metano. L’aumento della tariffa sarà tra il 17% e il 25% secondo le ultime stime. Il governo potrebbe fare un nuovo intervento ma ovviamente replicarlo per 12 mesi appare illusorio.

A spaventare è anche l’effetto a catena di questi rincari che potrebbero frenare la ripresa dei consumi proprio in vista del primo Natale di semi normalità. L’impatto sulle filiere produttive c’è già stato, in tanti settori, dall’edilizia, all’automotive, all’elettronica, ai beni di prima necessità. Dati già certificati dall’Istat. Per i beni alimentari e per la cura della casa e della persona l’inflazione pesa l’1,2%. L’inflazione è in larga parte dovuta, anche nel mese di ottobre, ai prezzi dei beni energetici (da +20,2% di settembre a +22,9%), sia a quelli della componente regolamentata (da +34,3% a +37,0%), sia ai prezzi di quella non regolamentata (da +13,3% a +15,0%).

Immancabili le prime polemiche per qualche bar che ha aumentato di 10c il caffè, anche in Abruzzo. Noi consumatori vediamo solo il costo finale del caffè. Non ci rendiamo conto di cosa c’è dietro. Quei bisonti tecnologici che fanno il nostro ‘espresso’ consumano un’enormità, accesi ventiquattro ore, indifferentemente con 2 o 100 caffè fatti. 


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