Tragedie nei cieli: anno nero per le Frecce Tricolori e l’Aeronautica Militare. E quelle tragedie sventate in Abruzzo

di Fausto D'Addario | 18 Settembre 2023 @ 05:27 | ATTUALITA'
frecce tricolori
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Un aereo delle Frecce Tricolori si è schiantato sull’aeroporto di Caselle vicino Torino. La lunga serie di incidenti delle Frecce e le tragedie sventate a Tortoreto e Pescara.

Un anno nero per l’Aeronautica Militare. Per cause ancora da accertare un aereo delle Frecce Tricolori si è schiantato nel pomeriggio  di sabato 16 settembre nell’area dell’aeroporto di Caselle, a Torino. Si trattava di un’esercitazione in vista delle celebrazioni per il centenario dell’Aeronautica Militare, previste per il giorno seguente, dove il momento clou doveva essere il volo sopra Torino delle Frecce Tricolori, la pattuglia acrobatica ufficiale dell’Aeronautica Militare Italiana.

Ma la gioia dell’attesa si è trasformata in tragedia: durante un’esercitazione, mentre la squadriglia stava procedendo in formazione, il velivolo MB-339 guidato dal pilota 36enne Oscar del Do’ ha perso improvvisamente quota. Il pilota avrebbe fatto in tempo a comunicare ai colleghi le difficoltà che stava riscontrando, ma pochi secondi dopo, l’impatto con il suolo che ha travolto un’auto che passava di lì con un’intera famiglia a bordo. Una scena durata pochi istanti: l’urto dell’aereo, che ha continuato a strisciare a folle velocità, l’esplosione in una coltre di fuoco, l’auto capovolta e poi in fiamme, i tentativi disperati del padre di salvare Laura, la figlia di 5 anni, le ustioni sui corpi. Salvi il fratellino di 12 anni e la mamma, ma per la bambina non c’è stato niente da fare. Il pilota del Pony 4 è riuscito a eiettarsi dal velivolo, mettendosi in salvo poco prima dell’impatto. Gli accertamenti ora saranno complessi e lunghi: forse uno stormo di uccelli risucchiato nel motore (in gergo bird strike) o un guasto; bisognerà prima raccogliere ed esaminare i pezzi dell’aereo e i reperti dell’auto. Insomma il 2023, l’anno del centenario dell’Aeronautica Militare, si sta rivelando un anno da dimenticare: il 13 dicembre lo schianto del caccia Eurofighter a Trapani, il 7 marzo perdono la vita due piloti a Guidonia, alle porte di Roma, durante un addestramento e solo per una manovra fatta all’ultimo momento non viene colpito un asilo; il 16 settembre la tragedia all’aeroporto di Caselle.

Ma una lunga lista di incidenti segnò i voli delle Frecce, dall’anno di fondazione nel 1961 al 28 agosto 1988, anno del gravissimo incidente di Ramstein in Germania. Erano 300mila le persone radunate per l’esibizione Flugtag ’88 alla base NATO di Ramstein. Nell’ultima fase dell’esibizione, qualcosa andò storto: l’impatto fra tre aerei a bassa quota trasformò l’esibizione in un inferno. Uno colpì in pieno la folla: il bilancio fu di 70 morti e circa 1000 feriti, di cui 347 gravi, ricoverati in 46 ospedali. I nomi di due dei tre piloti, Ivo Nutarelli e Mario Naldini, vengono spesso associati da ricostruzioni insinuanti alla strage di Ustica del 27 giugno 1980. Il pensiero va anche all’eroismo del pilota delle Frecce Valentino Jansa, che nel lontano 1971 si sacrificò per evitare che il suo velivolo, ormai divenuto incontrollabile, si schiantasse su un asilo della città di Palmanova. In ogni caso dall’incidente di Ramstein l’aspetto della sicurezza divenne oltremodo prioritario e infatti gli ultimi incidenti per le Frecce si registrarono solo nel 2002 e due giorni fa.

In Abruzzo le Frecce hanno da poco sorvolato i cieli dell’Aquila, il 5 agosto. Ma l’Air Show delle Frecce Tricolori era in realtà programmato per il 27 maggio scorso. L’evento rischiò di saltare a causa della scomparsa del capitano delle Frecce Alessio Ghersi, deceduto il 29 aprile mentre pilotava un ultraleggero, in una breve uscita con un parente. Lo spettacolo delle Frecce, che poi ha tenuto gli aquilani con il naso all’insù sulla scalinata di San Bernardino, alla fine si tenne: fu solo posticipato di qualche mese.

A Tortoreto, sui cieli del teramano, si ricorda ancora la tragedia dell’Air show del 31 marzo 2015: due monoposto a elica che anticipavano l’esibizione delle Frecce Tricolori entrarono in collisione, provocando la morte di uno dei due piloti – il suo aereo si inabissò e fu recuperato solo dopo tre ore – mentre il secondo riuscì ad ammarrare, soccorso poi dai bagnanti. Poteva essere una strage, visto il numero delle persone presenti in spiaggia quel giorno, che hanno fotografato e filmato l’accaduto; ma fortunatamente il pubblico non fu coinvolto.

Tragedia sventata anche a Pescara nel lontano 23 agosto del 1982, quando la formazione delle Frecce Tricolori volò con sette aerei, invece di nove. Una formazione ridotta in quanto, durante le prove, due aerei avevano urtato i cavi di una linea elettrica che correva lungo la pista dell’aeroporto “Liberi”. Uno dei due velivoli, l’unico a riportare dei danni, riuscì poi planare sull’adiacente prato, mentre il pubblico venne fatto allontanare per motivi di sicurezza.

Le Frecce sono vere aquile dalle ali possenti, che solcano i cieli coprendo d’onore la bandiera italiana e sono conosciute e ammirate in tutto il mondo. Si alzano intanto le polemiche per spettacoli considerati inutili e pericolosi con aerei militari, vicini ai centri abitati.

Qualcuno fa sommessamente notare che il cielo è già bello di suo; per alzare gli occhi al cielo e restarne meravigliati basterebbero le stelle.


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