A Tempera lo sgomento e l’incredulità di una comunità

di Alessio Ludovici | 31 Marzo 2023 @ 16:09 | CRONACA
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L’AQUILA – Quattro vittime, un’intera famiglia cancellata a colpi di pistola. Carlo Vicentini, 70 anni, primario di urologia in pensione da poco e professore universitario, la moglie Carla Pasqua, 69, i figli Massimo Vicentini, 43, e Alessandra Vicentini, 36, nutrizionista.

A Tempera, dove abitavano, c’è chi preferisce rimanere in casa e chi si affaccia davanti la villa per capire cosa sia accaduto. Si è consumata una tragedia che, a memoria dei residenti, non ha precedenti. Volti silenziosi, qualche scambio di opinione, qualche telefonata, lacrime trattenute con tanta dignità, tutti dicono di essere increduli. 

Una famiglia storica di Tempera quella dei Vicentini. Stando ai primi accertamenti, Alessandra Ciantò il medico legale intervenuto sul posto, la morte potrebbe risalire alla giornata di mercoledì. Gli amici se ne sono accorti oggi. Oggi c’era un importante appuntamento a Tempera, la consegna degli attestati di caccia in selezione presso la sala degli usi civici. Il fratello di Vincenzo, Giovanni Vicentini, è il presidente della F.I.d.C. provinciali. Nessuna traccia di Carlo e l’ultimo accesso a whatsapp proprio lo scorso mercoledì. 

Si decide di controllare quindi il ritrovamento oggi verso ora di pranzo da parte di un parente. L’ipotesi più accreditata, ma i rilievi della scientifica e le indagini degli inquirenti – il magistrato di turno è Guido Cocco – sono appena cominciati, è quella dell’omicidio suicidio, forse un gesto programmato da tempo. Carlo avrebbe ucciso tutta la famiglia con una pistola – non con i fucili da caccia – con la quale era stato visto al poligono negli ultimi tempi e poi si sarebbe tolto la vita. Al momento non si conoscono le motivazioni, anche se delle ipotesi in paese si fanno, né si sa se abbia lasciato un messaggio. 

Nessuno si sarebbe accorto di niente fino ad oggi anche perché il presunto autore avrebbe messo in atto una serie di diversivi nei confronti dei conoscenti. Nell’abitazione c’è solo Ken, il cane, un pastore tedesco che accompagnava Massimo nelle sue passeggiate, oggi comprensibilmente agitato e malinconico a tratti, forse l’unico a conoscere al momento cosa sia successo davvero.

Sul posto sono intervenuti anche il sindaco Pierluigi Biondi, il rettore Edoardo Alesse e qualche collega, tutti profondamente colpiti. 
“Sono profondamente colpito e addolorato” ha dichiarato Pierluigi Biondi. “È un dramma incommensurabile, che strazia il cuore della comunità temperese e aquilana di angoscia, turbamento e interrogativi a cui difficilmente potrà essere data risposta. Le mie preghiere e i miei pensieri sono rivolte alle vittime di questa tragedia e ai familiari che restano a piangerla. L’amministrazione è pronta a garantire tutta l’assistenza e il sostegno possibili”.
“A nome di tutta l’Università dell’Aquila – così Edoardo Alesse – esprimo tristezza, dolore e costernazione per il dramma che si è consumato nella famiglia Vicentini. E’ una tragedia che sconvolge non solo il nostro ateneo ma tutta la comunità aquilana, e che apre davanti a noi un abisso, ponendoci di fronte a interrogativi angosciosi sulle nostre fragilità”.
 

Le reazioni

 “Non ci sono parole per descrivere il dramma senza proporzioni che ha investito la famiglia Vicentini”. Così il senatore Guido Liris. “Il professore, duro e severo ma imparziale, grande professionista, ha lasciato – e non solo in me – importanti insegnamenti come il valore del merito, l’importanza del rispetto nei confronti delle istituzioni e l’importanza della formazione. Il nostro rapporto è cambiato profondamente quando, da studente, sono entrato nel mondo della professione ma quel rispetto che qualunque allievo deve al proprio professore non è mai venuto meno da parte mia, nonostante la nostra sia diventata un’autentica amicizia andata avanti per anni”.
 
“Siamo devastati. E’ una tragedia che non riusciamo a spiegarci: il professor Vicentini era un urologo molto bravo ed apprezzato oltre che un uomo gentile, sensibile e disponibile”. Così il direttore generale della Asl di Teramo Maurizio Di Giosia.
“Era andato in pensione circa un mese fa, dopo aver fatto un grandissimo lavoro nella nostra azienda, nel reparto di urologia a gestione universitaria – continua il dg – al momento del pensionamento il reparto è tornato a gestione ospedaliera, ma ha continuato con il grande lavoro impostato da Vicentini che era medico ricercato da fuori Teramo e fuori regione”. Di Giosia così ricorda Vicentini:” E’ difficile comprendere, accettare quanto accaduto. Siamo rimasti attoniti, sconcertati per la grave tragedia.  Non posso non ricordare Carlo Vicentini come un grande professionista che tanto ha dato e fatto per la crescita del nostro ospedale, per aver diretto con dedizione e impegno per oltre un ventennio il reparto di Urologia. In questo momento di dolore è inutile lasciarsi andare a supposizioni sui motivi di quanto accaduto, ora voglio solo ricordarlo nell’ultima occasione lieta vissuta insieme: quando  il 30 dicembre il professore ha voluto incontrare tutti i colleghi per renderli partecipi del suo pensionamento, ed è stato circondato dall’affetto dei suoi collaboratori. Un pensiero particolare va alla figlia Alessandra, che da novembre scorso era nostra dipendente come dietista nel reparto di Oncologia, dove si è fatta molto apprezzare per le doti professionali e umane”, dichiara il direttore generale.

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