Tornimparte, la magia del Calenne rivissuta con Vincenzo Gianforte

di Enrico M. Rosati | 01 Maggio 2022 @ 06:15 | RACCONTANDO
Calenne
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TORNIMPARTE  –  Ju Calenne di Tornimparte è una tradizione secolare che trascende i limiti temporali e il diritto di proprietà animando, in una notte fatta di magia, spiritualismo e stretto contatto con la natura, l’intera comunità. E’ raro trovare persone che, passando per il paese, non si siano soffermate almeno una volta dinanzi alle chiese di Tornimparte per ammirare la maestosità degli alberi issati. Nulla è lasciato al caso infatti la notte del 30 aprile è contrapposta astronomicamente a quella del 1 novembre e il rito celebrato ha moltissime corrispondenze con riti pagani presenti nella stessa notte nel resto d’Europa. 

Uno degli aspetti più interessanti di questo rito è l’assenza, per scelta, di organizzazioni che se ne occupino in quanto c’è la voglia che l’usanza rimanga parte di una conoscenza paesana, tramandata e rivissuta con spirito d’iniziativa popolare. Fondamentale, una volta scelto l’albero, la segretezza in quanto l’albero viene tagliato dai terreni dei tornimpartesi e finché il fusto non è in spalla a coloro che dovranno portarlo fino alla chiesa il padrone del terreno può reclamarne la proprietà interrompendo il rito. 

La tradizione del Calenne racchiude e dimostra il mutualismo tra la natura ed i tornimpartesi, un popolo che è stato di carbonai e pastori transumanti. Per molti prendere parte al taglio del Calenne è un modo per ripercorrere i passi di chi li ha preceduti e mostrare vicinanza e devozione alla natura, madre che con generosità ha dato sostentamento ai propri avi. 

Per comprendere a pieno la storia del Calenne abbiamo intervistato Vincenzo Gianforte, custode delle tradizioni carbonaie, contadine e pastorali che con emozione coinvolge e ispira chiunque lo ascolti. 

La notte del 30 aprile a Tornimparte

 


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