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Tornimparte, Di Benedetto segnala al Prefetto mancato accesso agli atti

Tornimparte, Di Benedetto segnala al Prefetto mancato accesso agli atti
Il consigliere comunale Gianfranco Di Benedetto ha formalmente investito della questione S.E. il Prefetto della Provincia dell’Aquila, Vito Cusumano, a seguito del mancato riscontro a una richiesta presentata ai sensi dell’art. 43 del D.Lgs. 267/2000, norma che tutela il diritto dei consiglieri comunali ad accedere a informazioni e atti necessari per l’espletamento del mandato.

Il consigliere comunale Gianfranco Di Benedetto ha formalmente investito della questione S.E. il Prefetto della Provincia dell’Aquila, Vito Cusumano, a seguito del mancato riscontro a una richiesta presentata ai sensi dell’art. 43 del D.Lgs. 267/2000, norma che tutela il diritto dei consiglieri comunali ad accedere a informazioni e atti necessari per l’espletamento del mandato.

La richiesta senza risposta

In data 8 gennaio 2026, il consigliere aveva trasmesso all’Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Tornimparte una nota (prot. n. 129) relativa alle criticità del parco giochi comunale in località Piè la Costa, chiedendo chiarimenti sui lavori effettuati e sullo stato dell’area.

A distanza di oltre 60 giorni, tuttavia, non è pervenuta alcuna risposta.

“Il diritto di accesso e informazione del consigliere comunale – dichiara Di Benedetto – non è una facoltà discrezionale concessa dall’Amministrazione, ma una prerogativa garantita dalla legge. Il mancato riscontro alle richieste istituzionali rappresenta una grave compressione delle funzioni di controllo e trasparenza che spettano al Consiglio comunale e, in ultima analisi, ai cittadini”.

Segnalazione al Prefetto

Il consigliere evidenzia inoltre come episodi analoghi si siano già verificati in passato, configurando una prassi che rischia di compromettere il corretto equilibrio dei rapporti istituzionali all’interno dell’Ente.

Per tali ragioni è stato chiesto al Prefetto di valutare quanto segnalato e di adottare le iniziative ritenute opportune affinché siano pienamente garantiti i diritti riconosciuti dall’art. 43 del Testo Unico degli Enti Locali, nel rispetto dei principi di legalità, trasparenza e responsabilità amministrativa.

“La trasparenza – conclude Di Benedetto – non è un atto di cortesia istituzionale, ma un dovere verso la comunità”.