di Ulderico Sconci – “Nel pomeriggio di ieri l’Assemblea capitolina ha approvato un importante atto di indirizzo, proposto e condiviso dalle opposizioni locali, che chiede la realizzazione di una autostazione anche a Tiburtina (lato Est), consentendo così ai pullman che arrivano dall’Italia centrale, e in particolare dall’Abruzzo, di mantenere questo importante collegamento diretto con lo scalo ferroviario”. Così Enrico Stefàno, Presidente Commissione Mobilità del Comune di Roma, ha commentato la scelta che segue settimane di fortissime polemiche dovute alla decisione del Campidoglio di spostare l’attuale autostazione per le tratte non locali dal lato ovest della stazione Tiburtina al capolinea della metro A Anagnina. Forte anche la pressione esercitata da tutta la politica abruzzese scesa in campo compatta, senza distinzione di colore e appartenenza.

La polemica era nata per via della particolare posizione della stazione di Anagnina, che, di fatto, avrebbe comportato un aumento dei tempi di percorrenza insostenibile per i pendolari che tutti i giorni si recano nella Capitale per lavoro o altro. Anagnina infatti, non è altro che un capolinea periferico della Metro A e non ha nessuna attrattività specifica, oltre a non essere uno snodo di scambio ferro-ferro. La linea risulta già satura poiché la domanda di mobilità, in alcune fasi della giornata, risulta particolarmente sottodimensionata rispetto l’offerta data dalla linea A della Capitale. L’area di Tiburtina è invece il posto migliore possibile per ospitare uno snodo del genere: l’attuale Tibus, infatti, si trova in un grande hub che comprende ogni tipo di scambio possibile: capolinea Atac, Alta Velocità, Ferrovie Laziali (FL) e presto sarà collegata anche con il tram che dovrebbe essere prolungato da Piazzale del Verano; non contando il fatto che si può raggiungere a piedi l’Università La Sapienza ed il Policlinico Umberto I. In più, il fatto che il tutto venga spostato sul lato est potrebbe essere un elemento migliorativo per l’intera area. La nuova stazione ferroviaria infatti, inaugurata nel 2011, insiste su uno spazio dove è prevista, da tempo, l’edificazione di una grande centro direzionale, dal mai realizzato SDO (sistema direzionale orientale) di Pietralata all’edificazione di nuovi palazzi per ospitare la sede di Ferrovie dello Stato. Il rinnovato snodo di Tiburtina era stato concepito come principale scalo per l’alta velocità, viste le oggettive peculiarità (Tiburtina è una stazione passante, Termini un capolinea) rispetto allo snodo di Termini. In poco tempo però, lo stato di abbandono di tutta l’area intorno alla stazione e la mancata realizzazione del complesso direzionale, hanno bloccato la crescita di traffico prevista, di fatto, rendendo “inutile” l’investimento realizzato. Proprio per questo lo spostamento dell’autostazione nel quadrante est dell’area potrebbe rivitalizzare la stazione ferroviaria, aumentandone il traffico interno e rivitalizzando quegli spazi commerciali, ora vuoti, dentro la maxi stazione. La nuova stazione ferroviaria “scavalca” i binari collegando in maniera veloce lato est ed ovest dell’area. Portare l’autostazione (ancora non si sa se con gestione privata come l’attuale o no) sul lato est potrebbe essere un’ottima soluzione per sanare una situazione di forte sofferenza della zona, velocizzando anche gli spostamenti in entrata ed uscita dalla (si spera) nuova stazione poiché, data la nuova locazione, i bus non sarebbero più costretti ad attraversare la via Tiburtina, migliorando sostanzialmente i tempi di percorrenza delle tratte.

Il Comune di Roma ha dimostrato la disponibilità a rivedere una decisione profondamente sbagliata, speriamo che ora alle parole seguano i fatti per il bene di tutti.

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