L’AQUILA – Dalla giustizia alla Siria, dai rapporti tra l’Ovra e il mondo del teatro alla storia dell’Italia repubblicana, fino al Manifesto di Ventotene. La ripresa autunnale di Textus guarda soprattutto fuori dai confini regionali, con una serie di titoli che la casa editrice aquilana porterà anche nei principali appuntamenti nazionali dedicati all’editoria.
Una scelta che per l’editore Edoardo Caroccia non è soltanto editoriale. È anche un modo di intendere il ruolo di una casa editrice che nasce e lavora in Abruzzo senza volersi limitare alla produzione locale. “Una casa editrice non può fermarsi alla realtà locale – spiega – ma deve stare dentro i flussi e le correnti di pensiero nazionali”, attraverso collane che spaziano dalla politica internazionale alla filosofia, dalla ricerca scientifica alla storia.
Tra le uscite della ripresa autunnale c’è “Lawfare” di Franco Garofalo e con la prefazione di Bobo Craxi, dedicato al rapporto tra giustizia e politica e all’utilizzo degli strumenti giudiziari nel conflitto politico.
A breve è atteso anche “Il mosaico infranto”, un volume dedicato alla Siria, alla sua storia e ai popoli che nel corso dei secoli ne hanno abitato il territorio: il racconto di un luogo che è stato crocevia di grandi civiltà e della trasformazione che lo ha condotto alla Siria contemporanea.
Un altro dei titoli in preparazione è “Teatro e spie”, dedicato al rapporto tra l’Ovra, la polizia politica fascista, e gli intellettuali e protagonisti del teatro italiano. Da D’Annunzio a Pirandello, il volume ricostruisce la presenza e l’attività dell’apparato di controllo del regime in un ambiente culturale centrale nell’Italia del tempo.
La ripresa autunnale passa però anche dall’Aquila ovviamente. Textus sarà presente questo fine settimana a L’Aquila Città del Libro, prima di proseguire il percorso che la sta portando nelle principali manifestazioni editoriali italiane. Dopo la partecipazione al Salone del Libro di Torino, Caroccia sta infatti già preparando l’appuntamento di dicembre con Più libri più liberi, la fiera nazionale della piccola e media editoria di Roma.
Il rapporto con il territorio resta, del resto, una componente del catalogo. Tra le pubblicazioni più recenti c’è “L’Aquila. Guida della città” di Alessia de Iure e Francesca Savini, un volume di 376 pagine che propone otto itinerari tematici attraverso il centro storico, incrociando storia, architettura e racconti della ricostruzione per leggere anche le trasformazioni della città.
Un titolo locale che convive con la scelta di mantenere più ampio l’orizzonte della casa editrice. Ed è proprio a Più libri più liberi che Textus conta di arrivare con altre novità.
Tra queste “Sparate nel mezzo”, dedicato alla storia italiana tra il 1944 e il 1969. Il titolo riprende il comando impartito durante uno degli episodi affrontati nel volume e diventa la chiave per attraversare venticinque anni di conflitti sociali e politici e di repressione delle manifestazioni nell’Italia del dopoguerra.
Nel programma editoriale ci sono poi due volumi legati alla democrazia e alla storia costituzionale italiana: una nuova pubblicazione del Manifesto di Ventotene e un lavoro dedicato agli ottant’anni della Repubblica italiana. A questi si aggiungeranno nuovi testi di filosofia e politica internazionale.
È proprio la varietà dei temi a definire l’identità che Caroccia rivendica per Textus. Una produzione che mantiene il legame con il territorio senza farne il proprio unico orizzonte.
“L’Abruzzo ha bisogno di una realtà che non si fermi a produrre soltanto volumi magari finanziati dai vari enti locali”, sostiene Caroccia. Il rischio, secondo l’editore, è quello di ridurre una casa editrice a strumento di promozione del territorio, rinunciando invece alla possibilità di “veicolare un messaggio” e contribuire al confronto culturale nazionale.
Una posizione alla quale Caroccia lega anche il tema dell’indipendenza editoriale. Textus, spiega, ha potuto contare sul sostegno di alcune istituzioni e fondazioni culturali che hanno contribuito a mantenerne viva l’attività, ma rivendica la propria autonomia dalla politica: “Per fortuna siamo indipendenti, sia dalla destra che dalla sinistra”.
Il ragionamento assume un significato particolare nell’anno dell’Aquila Capitale italiana della Cultura. Per Caroccia la questione sarà anche capire cosa resterà oltre il calendario degli eventi. “La casa editrice ci sarà anche l’anno prossimo. Noi continueremo, del resto vediamo che cosa rimarrà”, osserva, sottolineando come Textus abbia portato avanti la propria attività senza contributi legati alla Capitale della Cultura.
E proprio in occasione delle tre giornate di L’Aquila Città del Libro, Textus distribuirà anche un segnalibro dedicato ad Adamo da Rottweil, il tipografo tedesco legato all’introduzione della stampa all’Aquila nel Quattrocento. Un modo, spiega Caroccia, per ricordare una figura della storia culturale cittadina che a suo giudizio non ha trovato sufficiente spazio in città, neanche nell’anno della Capitale della Cultura.







