Testa replica a Marcozzi su presunti attacchi sessisti: “Sono ben altre le violenze di genere”

Marcozzi: "Ho scritto alla Presidente della Commissione Pari Opportunità e a tutti i Commissari per sollecitarne l’intervento"

di Redazione | 03 Novembre 2020 @ 15:37 | POLITICA
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PESCARA -“La consigliera Marcozzi riesce a strumentalizzare anche un semplice augurio,  spacciandolo per attacco sessista, cavalcando l’onda del femminismo di facciata. La mossa più sbagliata che potesse compiere, da donna, da madre e da rappresentante delle Istituzioni, ruolo carico di grande responsabilità in merito a ciò che si comunica e all’esempio che si dimostra. Questo sì che è molto grave. Così, il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Guerino Testa che aggiunge: “Si tratta dell’ennesimo attacco propagandistico la cui riprova è già nel fatto che l’augurio ‘incriminato’ è contenuto in un comunicato stampa datato 27 ottobre, cioè una settimana fa, quando nessuno, a partire dalla Marcozzi, passando per il Pd e per gli altri Consiglieri di centrosinistra, ha rilevato, in quelle parole, offese nei confronti delle donne. Perché non c’è nulla di irrispettoso, nessuna provocazione sessista, né tanto meno un invito ad allontanarsi dal ruolo istituzionale, ma esattamente il contrario.  Accade, invece, che a seguito di un’altra mia nota stampa, diramata nella giornata di ieri, in cui parlavo del conclamato astensionismo del M5s in Consiglio regionale, la Marcozzi ha pensato bene di non rispondermi nel merito ma di spostare l’attenzione sul vecchio comunicato, per trovare evidentemente un appiglio politico. Peccato che non ce ne sia neanche l’ombra”. “Ciò detto – prosegue –  resto convinto di non aver speso nessuna parola disonorante nei confronti della collega. Non è nella mia indole, non mi è mai accaduto, neanche per sbaglio, in tutta la mia carriera politica – posso affermarlo senza timore di smentita – e ne stia certa Marcozzi, non mi accadrà mai. Sfido chiunque, leoni da tastiera a parte, a ravvisare in una sola virgola un tratto offensivo nei confronti delle donne. Sfido soprattutto Pd e compagnia che forse il 27 ottobre scorso e per una intera settimana sono stati in ferie tanto da non accorgersi di una così oltraggiosa frase. Eppure, sono così attenti e solerti da segnalare anche quando mi assento per andare in bagno durante le sedute del Consiglio regionale, come ha fatto di recente il consigliere Paolucci che per una manciata di secondi ha tentato di mettere in discussione una operazione di voto. Tutti così vigili ed intraprendenti ma quel comunicato è sfuggito ad ognuno di loro! Non ci fa una gran bella figura neppure chi, oggi, ispirato dalla Capogruppo del M5S, si accoda passivamente a questa strumentale polemica. Sembra quasi che Sara Marcozzi sia diventata la spin doctor dei gruppi di opposizione in Consiglio regionale.  Lei, però, è legittimata ad offendere la mia persona affermando ripetutamente che io mi debba “vergognare”  e che sia “privo di idee”, espressioni obiettivamente lesive della mia immagine politico-istituzionale oltre che di uomo. Potrei anch’io appellarmi alla Commissione pari Opportunità, ma l’onestà intellettuale fa la differenza. Concludo ricordando a Marcozzi e a tutta la carovana dalla spiccata finta sensibilità, che siamo in piena emergenza ed evitino di perdere tempo dietro queste sciocchezze in quanto le violenze di genere di cui occuparsi sono purtroppo ben altre”. “Il Covid, tra i grandi danni che continua a procurare, mette sempre più in luce una recrudescenza degli episodi di maltrattamenti domestici ai danni delle donne e non solo. Torniamo -conclude Testa – agli argomenti seri ed evitiamo di alzare i toni su quello che, lo ripeterò all’infinito, era un sincero augurio di felicità”.

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“Quotidianamente le donne sono costrette a contrastare discriminazioni e prevaricazioni che, nei casi più gravi, possono sfociare in episodi di violenza che ben conosciamo e combattiamo come componenti della Commissione Pari Opportunità. Contrastare anche episodi apparentemente meno gravi e imprudentemente catalogati da alcuni tra le “battute di spirito”, come quello che mi ha visto interessata, può contribuire a educare – perché di mancanza di educazione si tratta – al rispetto reciproco, al rispetto delle donne, della loro essenza, del loro importante ruolo all’interno della nostra società’. Questo ho scritto alla Presidente della Commissione Pari Opportunità e a tutti i Commissari per sollecitarne l’intervento. Fortunatamente, nelle giornate di ieri e di oggi ho ricevuto numerose attestazioni di solidarietà e di condanna alle parole misogine e sessiste usate nei miei confronti dal Capogruppo di Fratelli d’Italia Guerino Testa, segno che la maggior parte della popolazione ne ha avvertito il disvalore. Vanno coltivati e resi pubblici il biasimo e la disapprovazione di tutte quelle dichiarazioni e di tutti quei comportamenti che, seppur apparentemente innocui, quotidianamente contribuiscono a discriminare e sminuire le donne”. Così Sara Marcozzi, Capogruppo M5S in Regione Abruzzo che conclude: “Apprendo con rammarico che il collega Testa, invece di avvedersi dell’errore e chiedere scusa, continua il suo sproloquio comunicativo, segno di evidente inadeguatezza al ruolo che ricopre e di totale ignoranza delle questioni di genere”.

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“In qualità di dirigente donna del coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia, resto basita dell’assurdo clamore mediatico scaturito da una affermazione del consigliere Testa, e dichiaro quanto segue: conoscendo Guerino molto bene, come uomo politico ma soprattutto come persona, non posso che dispiacermi e restare profondamente turbata di fronte alle polemiche che in queste ore lo stanno incredibilmente coinvolgendo. La lunga amicizia che mi unisce al consigliere Testa, mi trasferisce la sua premurosa presenza di marito e di padre e, ancor più, di uomo sempre vicino ai valori della democrazia e del rispetto delle donne. Ritengo, quindi, che quanto sia diventato oggetto di questa polemica sia da ascrivere ad un equivoco colossale che mi auguro venga messo da parte e dimenticato, perché palesemente non suffragato dai fatti”. Così, in una nota, Mariarita Paoni Saccone, dirigente del coordinamento cittadino Pescara di Fratelli d’Italia.

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“Il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia Guerino Testa si è reso protagonista di un episodio di becero sessismo”: Inizia così la denuncia della Conferenza delle Democratiche abruzzesi, che proseguono: “Benché gli sia stato fatto notare non solo dalla protagonista dei suoi, a suo dire, ‘auguri’, Sara Marcozzi – consigliera del M5S, ma anche da altri e altre fra cui i consiglieri del gruppo regionale del PD, ha continuato a inveire insistendo nella sua volontà di stigmatizzare una condizione dovuta a questioni biografiche e personali, essere in gravidanza, arrogandosi il diritto, paternalistico e patriarcale, di commentare quello che è un fatto, lo sottolineiamo, privato che nulla ha a che fare con lo svolgimento del ruolo politico e istituzionale che la consigliera Marcozzi ricopre”.  Per le Democratiche d’Abruzzo “qualunque siano le tempistiche dei fatti e le valutazioni intorno alla volontà del capogruppo di Fratelli d’Italia, rimane un episodio deplorevole quello di ‘raccomandare fortemente alla Marcozzi di godersi quanto di più bello e importante nella vita, l’arrivo del bebè’ caratterizzato da modalità evidentemente discriminatorie, basate sul sesso, affatto inerenti alle questioni che i due condividono sul piano amministrativo e istituzionale. È stata una esternazione fuori luogo. Riguardo infine al riferimento inappropriato al femminismo e al suo fantomatico richiamo a pensare a cose più serie poiché a suo dire ‘le violenze di genere di cui occuparsi sono ben altre’, vorremmo ricordare al consigliere Testa, visto che ci cita come ‘carovana dalla spiccata finta sensibilità’ come sia stato proprio il Partito Democratico, con la Conferenza delle donne a porre l’accento sul tristissimo fenomeno dell’acuirsi delle violenze domestiche durante la chiusura di primavera a causa della pandemia – fatto legato alle radicate convinzioni socioculturali che in Italia vorrebbero la donna sottomessa e funzionale solo allo svolgimento delle questioni inerenti la cura della casa e dei figli, appunto. Questa sensibilità – reale e valoriale – ci è data proprio dalla capacità dello sguardo femminista di attraversare i corpi non solo delle donne, ma di tutti e tutte, al fine di aiutare a re-immaginare una convivenza. La riflessione femminista ha sempre messo a tema, soprattutto negli anni recenti, l’esistenza fragile che caratterizza l’umano, fragilità oggi più che mai sotto gli occhi di tutti e tutte perché da soli non esistiamo, poiché siamo corpi in relazione con altri corpi. Se un compito quindi ha la politica è quello necessario e urgente di sostenere la comunità e il tessuto connettivo relazionale, attraverso il dialogo e l’inclusione e non certo quello di scimmiottare il valore del femminismo né tantomeno di stigmatizzare questioni private delle quali non dovrebbe minimamente interessarsi”.
 

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