Test rapidi di massa, tracciamento e isolamento, gli scienziati: “Il governo non ci ha ascoltati”

di Redazione | 10 Novembre 2020, @07:11 | ATTUALITA'
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L’alternativa al lockdown era possibile, ma “il governo l’ha ignorata”. In un documento inviato il 29 marzo al presidente del consiglio Conte e al ministro della Salute Speranza, un gruppo di ricercatori italiani del Cnr, dell’ Ifn, l’Istituto di fisica nucleare, dell’Università di Camerino e di Ricmass, il Rome Internationale Center for materials scienze, aveva delineato un sistema alternativo al lockdown nel contenimento della diffusione del virus, il ‘Case finding and mobile tracing’ (CFMT). Il gruppo di scienziati ha valutato, studiando quantitativamente l’evoluzione temporale dei casi di Covid-19 in diversi Paesi, che l’epidemia si sarebbe potuta fermare in Italia in tempi dell’ordine di 20 giorni facendo molti test veloci, usando tecnologie di tracciamento dei contatti basata su cellulare, e isolando anche dalla loro famiglia le persone contagiose.

“Ancora una volta il governo non ha ascoltato gli scienziati e alla fine, dopo aver perso mesi preziosi tra la prima e la seconda ondata, ha dovuto imboccare la strada arcaica del lockdown”, commenta Giuseppe Valditara, coordinatore di Lettera 150, il think tank che raduna circa 250 studiosi di diverse discipline, “il documento sul metodo CfmT dimostra analiticamente che altre soluzioni erano e sono possibili”.


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