Hey John, c’era una volta il West. La situazione sanitaria è esplosiva

di Alessio Ludovici | 24 Dicembre 2020 @ 06:00 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Al 1 dicembre 2020 erano 19.7531 le prestazioni da recuperare nella Sanità abruzzese. I dati li aveva forniti l’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì. Di questi 58.280 fanno riferimento alla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila (13.468 riguardano ricoveri programmati), 43.212 la Asl Lanciano-Vasto-Chieti (5.968 ricoveri), 50.116 la Asl di Pescara (13.546 ricoveri), 45.744 la Asl di Teramo (5.625 ricoveri). Nel frattempo un rapporto Gimbe  sulla mobilità sanitaria ha stimato in 100 milioni di euro il saldo, negativo, della Regione Abruzzo. Ci curiamo fuori, soprattutto nelle regioni limitrofe, Lazio e Marche, e al Nord.

La mobilità passiva

Siamo una delle cinque regioni con il dato peggiore, un dato che è peggiorato nel corso degli anni per il pesante tributo pagato al piano di rientro. Peggio di noi, e in termini assoluti, solo Puglia, Sicilia, Campania e Lazio e Calabria.

La mobilità attiva

A beneficiare di quasi il 100% della partita complessiva della mobilità sanitaria, un piatto da quasi 5 miliardi di euro, sono le regioni del Nord, con la Lombardia che viaggia verso il miliardo di euro di saldo positivo. Lombardia (26,1%) ed Emilia-Romagna (13,9%) da sole valgono il 40% della mobilità attiva.

Una situazione esplosiva

Sulla situazione incombono inoltre la campagna di vaccinazioni Covid da un lato e lo stress sanitario che potrebbe arrivare da una terza ondata di coronavirus. Una tempesta perfetta sulla quale il cittadino avrebbe bisogno di qualche rassicurazione. Il conto alla rovescia per il vaccino del resto è già iniziato e sappiamo che ci vorrà tanto personale. Secondo il programma del commissario straordinario Domenico Arcuri, serviranno sia dipendenti del servizio sanitario nazionale sia neo assunti. Sedicimila dovrebbero essere i neoassunti, di cui 3mila medici. Il bando, pubblicato il 16 dicembre, è aperto anche ai pensionati. Ogni squadra che dovrà somministrare il vaccino, secondo Arcuri, sarà composta da 1 medico e 4 infermieri, senza interruzioni del servizio e si lavorerà su turni da 7 giorni su 7.

Una situazione esplosiva, chissà che ne direbbe John.

 


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