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Terremoto, crollo Campo di Fossa: spunta sentenza diversa

Sentenza
Colpo di scena sulla sentenza del crollo di Campo di Fossa emessa dal Tribunale civile dell'Aquila che, in questi giorni, ha scatenato molteplici reazioni, finendo anche all'attenzione della stampa nazionale e internazionale.

L’AQUILA. Colpo di scena sulla sentenza del crollo di Campo di Fossa emessa dal Tribunale civile dell’Aquila che, in questi giorni, ha scatenato molteplici reazioni, finendo anche all’attenzione della stampa nazionale e internazionale.

Una sentenza che, attribuendo un comportamento incauto alle vittime, conferisce loro una concausalità nell’evento, decurtandone di un 30% il risarcimento. 

Titola stamani il Messaggero, ‘Stesso crollo, sentenze diverse. L’Aquila, concorso di colpa delle vittime: precedente verdetto non lo aveva riconosciuto. Il giudizio riguardava lo stesso palazzo, ma era stato formulato da un altro magistrato”.

Nell’aprile del 2021, scrive sostanzialmente il Messaggero, il giudice del Tribunale aquilano dott. Emanuele Petronio, riferendosi alla morte di due studentesse causata dal crollo dello stesso edificio, aveva emesso una sentenza per la quale le due vittime non avevano colpa alcuna perché ‘mancando di competenze tecnico specialistiche, la popolazione non aveva alcun elemento per poter ritenere che ad una prima scossa ne sarebbe potuta susseguire una successiva più potente a così breve distanza temporale’.

Alla luce di quanto pubblicato stamani dal Messaggero, pertanto, la dott.ssa Monica Croci, estensore della sentenza dichiarata ‘shock’ dalla  società civile, ha emesso una sentenza diametralmente opposta alla precedente.

 

Il Passo Possibile sulla discussa sentenza del Tribunale civile dell’Aquila sul crollo del Palazzo in Via Campo di Fossa

“Abbiamo voluto attendere qualche ora, per non lasciarci andare a considerazioni impulsive sulla discussa sentenza sui crolli del sisma 2009, nel pieno rispetto  di chi deve giudicare e, soprattutto, di chi è giudicato.

Si dice sempre che le sentenze si rispettano, certo è che risulta davvero difficile poter accettare l’idea che i nostri concittadini, in quella maledetta notte, abbiano potuto concorrere alla propria morte con una condotta incauta per non aver abbandonato l’abitazione (in questo caso pure costruita male) in previsione della scossa fatale, inutile dire circostanza smentita dalla Scienza e dalle precedenti pronunce sul tema. Cosa avrebbero dovuto fare precisamente e quando?

Colpa anche delle vittime, dunque, nonostante fossero stati più volte rassicurati dalla Grandi Rischi che, fino a prova contraria, ‘disinnescò’ in una parte della popolazione la paura del terremoto e, di conseguenza, le misure di precauzione individuali proprio in occasione di significative scosse di terremoto.

Peraltro, è di stamattina la notizia riportata dalla stampa locale di una sentenza esattamente contraria del Tribunale Civile dell’Aquila, con quale nel 2021 venne escluso il concorso di colpa di chi rimase in casa, nello stesso palazzo poi crollato in Via Campo di Fossa, perché non aveva alcun elemento conoscitivo per poter prevedere il susseguirsi di scosse e la loro potenza e quindi decidere di  uscire:  circostanza che, a confronto con la pronuncia di oggi,  evidentemente lascia ancor più perplessi.

Di fronte ai normali sentimenti di incredulità mista a rabbia, sconforto e amarezza che l’illogicità e la contradditorietà di questa sentenza hanno provocato nella comunità cittadina, e i cui esiti hanno avuto un’eco nazionale straordinaria, è assordante il silenzio del suo più alto rappresentante, il Sindaco, che ad oggi non ha ritenuto spendere un parola di vicinanza per i familiari direttamente coinvolti nel giudizio e, in generale, per i tanti che quella notte hanno perso i propri cari.

Perchè tutta questa ritrosia?

A maggior ragione, nel ruolo che ci compete,  il gruppo consiliare de ‘Il Passo Possibile’  è favorevole a qualsivoglia azione politica di solidarietà e sostegno ai familiari delle vittime, anche unitaria e condivisa con l’intero Consiglio Comunale”. 

Così, una nota del gruppo consiliare de ‘Il Passo Possibile’