Terremoti, Tozzi: impossibile fare previsioni

di Michela Santoro | 23 Settembre 2022 @ 06:05 | ATTUALITA'
Previsioni
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L’AQUILA. “Impossibile fare previsioni sulla probabilità del manifestarsi di future scosse di terremoto e del dove, così come è impossibile prevederne l’intensità”.

Così Mario Tozzi, geologo e divulgatore scientifico, che abbiamo raggiunto ieri al termine di una giornata in cui, inevitabilmente, si è tornati a parlare di terremoti: una scossa nel catanese di magnitudo 3.6, due scosse nell’ascolano di magnitudo 3.9 e 3.6, una nel genovese di magnitudo 4.1, una nel modenese di magnitudo 3.7, una sulla zona costiera di Reggio Calabria di magnitudo 3.2.

“Tutti eventi scollegati; non sono coinvolte – ha dichiarato Tozzi – le stesse strutture geologiche. Non è che un terremoto chiama l’altro, insomma”.

L’Italia, ricorda Tozzi, è un posto sismico e, quando si verificano i danni, è perché è stato costruito male.

Sono anni che lo sentiamo ripetere che lungo la dorsale appenninica, dalla Garfagnana a Messina, si trema perché il nostro Paese è geologicamente giovane e la conseguenza è che con i terremoti dobbiamo imparare a conviverci.

Quello che  stupisce, per il geologo, non è tanto il fatto che l’Italia tremi quanto piuttosto che in una zona sismica come il nostro Paese non si faccia quasi nulla per impedire che a causa di una scossa di magnitudo 6 crollino strutture come gli ospedali, come è successo ad Amatrice e prima ancora all’Aquila.

Costruire come si deve e fare una manutenzione antisismica di tutti gli edifici, dovrebbe essere, per il geologo, una priorità della politica che eviterebbe di parlare di fatalità ogni qual volta che un terremoto provoca vittime e danni ingenti.

“All’Aquila vivete con un rischio sismico alto – va avanti il geologo – e non è cosa nuova. Siete su un territorio ballerino ma questo, ribadisco, non fa dire se ci saranno nuove scosse e di che intensità saranno.

È qui che è fondamentale la  prevenzione. Tutto dipende da come si costruisce: se si costruisce bene, non ci si fa male, altrimenti si muore. Nel vostro caso si è ricostruito in maniera tale che, se dovesse arrivare di nuovo il terremoto, troverebbe strutture e persone molto più preparate”.

 

 

 


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