Terremoti e altre calamità, legge su assicurazione obbligatoria ferma da un anno

di Cristina D'Armi | 15 Settembre 2020, @06:09 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – L’Abruzzo ne sa qualcosa di calamità naturali: terremoti, frane, alluvioni ed esondazioni, da sempre interessano il nostro territorio e l’intera penisola italiana, eppure, ancora non esiste una legge che imponga allo Stato l’indennizzo dopo evento catastrofico. In queste situazioni, il governo vara provvedimenti specifici per reperire le somme necessarie a effettuare gli interventi di riparazione alle strutture pubbliche e private.

Per questo motivo, l’associazione Konsumer Italia spinge per l’approvazione della proposta di legge avanzata dalla deputata Michela Rostan, ferma nella commissione Finanze della Camera dalla sua deposizione nel giugno del 2019.

Dal 1950 ad oggi, le alluvioni hanno causato oltre 1.200 morti e dispersi. Le vittime dei terremoti, invece, sono circa cinquemila; 108 i  miliardi per il patrimonio abitativo erogati dallo Stato con diversi anni di ritardo. Questa situazione, altro non fa che esporre la finanza pubblica a gravi rischi che potrebbero essere attenutati con la diffusione dello strumento assicurativo, nato proprio per questo tipo di esigenze.

Il rischio per il patrimonio abitativo italiano è enorme: 14,2 milioni di abitazioni sono in aree a rischio sismico elevato o molto elevato, 7,4 milioni in aree a rischio medio su un totale di 34,7 milioni di abitazioni dal valore complessivo di 5.400 miliardi di euro. Nonostante ciò l’utilizzo dello strumento assicurativo è molto scarso: le polizze per i danni da calamità naturali tutelano poco più del 2% delle abitazioni.

Il terremoto del 6 aprile 2009 che ha colpito la zona dell’Aquila, ha provocato danni stimati in circa 2-3 miliardi di euro per le sole abitazioni civili, dei quali solo 300 milioni circa sono e saranno versati dai gruppi assicurativi. È un dato che attesta la scarsa penetrazione delle polizze contro gli eventi catastrofici.

In conclusione, dagli studi effettuati dall’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, sono ipotizzabili due percorsi per migliorare l’attuale situazione: nel primo gli strumenti utilizzati sarebbero la comunicazione pubblica e l’educazione assicurativa, oltre che le agevolazioni fiscali. Il secondo percorso, più rapido, introdurrebbe l’obbligatorietà delle coperture assicurative per le calamità naturali. Un sufficiente consenso da parte dell’elettorato potrebbe crearsi con l’uso della leva fiscale.


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