di Emanuela Medoro – Attualmente in programmazione “Terra Bruciata”, un film documentario di Luca Gianfrancesco, con Antonio Pennarella, Paola Lavini, Mino Sferra, Arturo Sepe, Lucianna De Falco che narra e commenta fatti avvenuti nella provincia di Caserta subito dopo l’armistizio del settembre 1943, nell’ottobre e novembre di quell’anno. Presente alla prima l’ambasciatore di Germania Signora Susanne Rainer.

Il film si compone di una parte filmata che compare all’inizio e alla fine per narrare i fatti di Conca di Campania. Questa parte fiction racchiude come una cornice testimonianze di sopravvissuti, storici, studiosi e ricercatori. In essa si vede la vita di una famiglia durante l’occupazione, i genitori e una bambina che da grande racconterà episodi della sua infanzia. Una famiglia come tante altre del paese, tutti sbigottiti, terrorizzati e ammutoliti da questa presenza estranea e invadente, attenti a salvarsi, non ancora possibile la resistenza armata. Due personaggi veri, due attori dai volti assai espressivi. Frequenti i primi piani, quello della madre, che somiglia ad Anna Magnani, e del padre, volti dalle espressioni intense, penetranti, commoventi. Il padre, uscito per cogliere un po’ di acqua alla fonte, preso insieme ad altri uomini del paese non fece più ritorno a casa.

Attraverso numerose testimonianze veniamo a conoscenza di fatti atroci compiuti dall’esercito tedesco nel casertano, a Conca di Campania, Tora, Piccilli e Riardo: fu una serie crescente di rastrellamenti, esecuzioni sommarie, razzie di cibo e bestiame, distruzione e incendi di strade e ponti e di tutto quello che poteva essere utile agli alleati che risalivano la penisola. Da notare che la esecuzione dei diciannove civili che conclude il film fu preceduta dalla lettura di una specie di sentenza di condanna a morte, in modo da dare una parvenza di legalità a gesti disumani, mostruosi. Inerme del tutto la popolazione. In breve, la campagna del casertano nell’autunno del 1943 fu il momento in cui i tedeschi misero a punto i metodi per punire gli italiani traditori, dopo l’armistizio con gli alleati. “Finalmente gli italiani incominciano a liberarsi del loro vero nemico, i nazi”, disse allora il Presidente Roosevelt.

Il film-documentario si conclude con una cerimonia svoltasi in un paese dell’alta Campania nel 2016, quando l’Ambasciatore di Germania in Italia, in ricordo delle stragi naziste, fa un discorso di riconciliazione con la popolazione, prima in italiano e poi in tedesco. Le scene finali del film, quella della fucilazione della popolazione civile e quella della riconciliazione, mi hanno fatto un’impressione profonda. Nella zona intorno all’Aquila, infatti, nei paesi di Onna e Filetto ci furono fucilazioni di gruppi di civili nel giugno 1944. Il sisma del 2009, poi, distrusse la parte più antica dell’abitato di Onna, causando gravissime perdite. Subito dopo arrivarono i tedeschi a offrire il loro aiuto alla popolazione colpita dal sisma in segno di riconciliazione dopo le stragi naziste.

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