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Tenta di soffocare il padre, condannato 54enne all’Aquila

Tenta di soffocare il padre, condannato 54enne all’Aquila
Condannato all’Aquila un 54enne accusato di maltrattamenti ai danni del padre anziano. La sentenza parla di minacce, aggressioni e di un lenzuolo premuto sul volto. Inflitti sei mesi di reclusione con pena sospesa.

L’AQUILA – Avrebbe minacciato di morte il padre anziano, costretto a letto, per poi aggredirlo fino a premergli un lenzuolo sul viso per alcuni minuti, come per soffocarlo. Un 54enne aquilano è stato condannato per maltrattamenti ai danni del genitore.

Il giudice monocratico Quirino Cervellini ha inflitto a un uomo di 54 anni, originario di Poggio Picenze, una pena di sei mesi di reclusione, sospesa, oltre al pagamento delle spese processuali, come riportato dal quotidiano il Centro. Secondo quanto emerge dalle motivazioni della sentenza, pubblicate nei giorni scorsi, l’uomo avrebbe anche fatto firmare alla madre un foglio in bianco, senza chiarirne l’utilizzo. Il padre si sarebbe poi ritrovato escluso da una polizza sulla vita da 52 mila euro, inizialmente intestata a lui e alla moglie. La polizza, in seguito ad accertamenti della polizia, sarebbe stata infine liquidata per intero.

Nel procedimento si fa riferimento anche alla sparizione di contanti e gioielli dalla cassaforte degli anziani genitori. La moglie dell’anziano, si legge ancora nel provvedimento, non avrebbe però visto neppure un euro di quel denaro. Gli episodi contestati coprono un arco di tempo compreso tra febbraio 2021 e luglio 2023. Un secondo episodio risale al 25 luglio 2023. In quell’occasione, sempre secondo la ricostruzione riportata in sentenza, il figlio avrebbe afferrato un lenzuolo premendolo sul volto del padre per alcuni minuti. In aula, la moglie dell’anziano ha in parte ridimensionato la scena, riferendo di avere assistito all’episodio ma di non avere percepito una compressione del lenzuolo sul viso del marito.

Il giudice ha comunque riconosciuto le attenuanti generiche, ritenendole prevalenti rispetto alle aggravanti, anche alla luce del contesto familiare. Di qui la condanna a sei mesi. L’imputato era assistito dall’avvocato Ferdinando D’Amario. Moglie e figlia dell’anziano si sono costituite parti civili e sono state rappresentate dall’avvocato Emilio Barile.