L’AQUILA – Tensione alta nel carcere minorile cittadino, dove nella giornata di ieri si è verificata una protesta culminata in un principio di incendio all’interno di una cella. Un detenuto avrebbe dato fuoco al proprio cuscino, provocando fumo denso e aria irrespirabile nella struttura. Dalle altre celle si sono levate urla e rumori, con i detenuti che hanno battuto pentole contro le sbarre per alcuni minuti, richiamando l’attenzione della polizia penitenziaria. Gli agenti sono intervenuti con gli estintori, come riporta il quotidiano il Centro, riuscendo a spegnere le fiamme e a riportare la situazione sotto controllo.
I detenuti coinvolti sono stati medicati sul posto. Non si registrano feriti. Secondo quanto emerso, all’origine della protesta ci sarebbe una mancata condivisione del regolamento interno, ma le cause restano in fase di accertamento.
Si tratta dell’ennesimo episodio di tensione dall’agosto scorso, quando l’istituto è stato riattivato. Solo il 20 gennaio due detenuti di origine tunisina avevano dato in escandescenze, ferendosi gravemente con uno specchio e un estintore. In quell’occasione erano stati trasportati in ospedale in codice rosso. Quattro episodi sono finiti finora all’attenzione della Procura della Repubblica dell’Aquila, compresa una grave aggressione ai danni di un agente.
Il garante regionale Moria Scalera ha annunciato provvedimenti immediati. I sindacalisti Mauro Nardella e Giuseppe Merola hanno denunciato turni di lavoro fino a 12 ore e il rischio che le strutture per minori diventino “università del crimine”. Tra le richieste avanzate: aumento degli organici, maggiori risorse, trasferimento dei detenuti ritenuti più problematici e rimpatrio degli extracomunitari. Sulla situazione dell’Ipm è intervenuta anche la consigliera comunale del Pd Stefania Pezzopane, impegnata nel monitoraggio della struttura dopo la recente riapertura.







