Tempo di saldi, si parte il 5 gennaio

Avranno una durata massima di 60 giorni

di Michela Santoro | 03 Gennaio 2024 @ 05:00 | UTILI
Saldi invernali abruzzo 2024
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L’AQUILA – La Conferenza delle Regioni ha confermato la data di inizio dei saldi invernali a venerdì 5 gennaio 2024 in tutta Italia, tranne in Valle d’Aosta che ha anticipato al 3 gennaio.

Secondo l’art. 15 del D. Lgs. 114/98, noto come Decreto Bersani, i saldi rappresentano la vendita di fine stagione. Coinvolgono tutti quei prodotti che, se non trovano acquirenti entro un determinato periodo, rischiano un notevole deprezzamento. In pratica, durante i saldi, gli occhi sono puntati sulla merce rimasta alla fine della stagione, in questo caso autunno/inverno.

Perché si chiamano saldi

La parola è connessa al lessico commerciale. “Il termine saldi – scrive Confcommercio- indica la differenza tra le entrate e le uscite, nonché un ‘saldo’ positivo o negativo; motivo per cui i saldi sono la merce che non è stata venduta in un negozio a fine stagione e la vendita stessa dell’invenduto”.

Guida ai saldi

Stilata dalla Federazione Moda Italia-Confcommercio, la guida aiuta i consumatori a non doversi trovare in situazioni spiacevoli:

Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.

Prova dei capi: non c’è obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante e vanno favoriti i pagamenti cashless. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

Quali sono le sanzioni per la violazione delle regole dei saldi?

“Le diverse normative regionali che definiscono nel dettaglio lo svolgimento dei saldi, contengono – scrive ancora Confcommercio – anche le relative sanzioni applicabili qualora non venissero rispettate le norme dettate.

Le violazioni delle norme nazionali in materia di saldi sono punite ai sensi della Legge 114/1998, Art. 22, commi 3, 6 e 7. Le sanzioni possono andare da 516 a 3.098 euro (1.032 euro se il pagamento è immediato) e variano da regione a regione.

Le violazioni indicate dalla legge riguardano: la merce in saldo senza cartellino del prezzo, dove deve essere indicato il prezzo pieno, la percentuale di sconto e il prezzo finale; i saldi fuori da periodo; la mancata separazione dei prodotti in saldo da quelli a prezzo pieno; le indicazioni obbligatorie poco visibili, che potrebbero ingannare il consumatore; la pubblicità ingannevole per il consumatore inerente la svendita in atto.


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