TeatroZeta al Napoli Teatro Festival 2021

di Redazione | 17 Marzo 2021, @12:03 | EVENTI
TeatroZeta al Napoli Teatro Festival 2021
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L’AQUILA – Nell’attesa conferenza stampa in streaming di ieri 16 marzo, il direttore del NAPOLI TEATRO FESTIVAL ITALIA 2021, Ruggero Cappuccio ha ufficializzato, e reso noto, la presenza in cartellone della COMPAGNIA TEATROZETA DELL’AQUILA. In prima nazionale, evento mai realizzato per il teatro, andrà in scena lo spettacolo SIDDHARTA di Hermann Hesse per la regia di Manuele Morgese di cui l’Ente aquilano ha ottenuto i diritti per l’Italia.

“Un risultato insperato ed inatteso in tempi così difficili, come quelli che stiamo vivendo a causa dell’emergenza sanitaria, un successo che ripaga anni di lavoro ed impegno nel campo della ricerca e della sperimentazione teatrale – commenta il direttore artistico del Teatrozeta, Manuele Morgese – Sono molto felice di partecipare al festival di teatro italiano più importante che ci sia in questo momento. Una vetrina di caratura internazionale che vede Teatrozeta rappresentare l’Abruzzo con una nuova produzione che coinvolge un cast di dodici persone tra tecnici e artisti. Ancora riserbo sul cast che prevede artisti di grande spessore e noti al pubblico italiano. 

NOTE SULLO SPETTACOLO 

“La maggior parte degli uomini sono come una foglia secca, che si libra nell’aria e scende ondeggiando al suolo. Ma altri, pochi, sono come le stelle fisse, che vanno per un loro corso preciso, e non c’è vento che li tocchi, hanno in se stessi la loro legge e il loro cammino”. In queste poche righe Herman Hesse riassume con sinuosa e metaforica semplicità il cammino dell’uomo verso il proprio destino. Il “cursus” umano e spirituale narrato da Hesse suscita un appetito fortemente teatrale, una voglia, o meglio una necessità, di traslare sulla scena un esempio di forza e vitalità degno dei grandi personaggi shakespeariani. 

“Itinerarium mentis in Deum”, il ciclo della vita, il percorso de “l’Atman”, dello spirito cosmico o coscienza universale, il cammino del prescelto, come un viaggio dantesco, quello di Siddharta, dalla privazione all’abbondanza, dalla scoperta della morte a quella della vita di un figlio; un “itinerarium” che avvolge in un cerchio il protagonista e lo spettatore, insieme, nel grande respiro dell’anima. Un respiro da troppo tempo accantonato nei tristi, distratti e oscuri anni in cui viviamo. 

Lo spettacolo teatrale ha l’intento di trasporre per la scena il romanzo “Shiddarta” del premio Nobel Hermann Hesse, testo, che, a partire soprattutto dagli anni sessanta, è diventato un classico della letteratura e un grande successo di pubblico (soprattutto giovanile). Per la particolare struttura dell’intreccio che alterna dialoghi e narrazione e nel profondo rispetto del magnifico messaggio universale dell’autore, la rivisitazione scenica di Manuele Morgese ha l’obiettivo di condurre lo spettatore ad una vera e propria lettura, lasciando intatto lo stile del testo. Si parte dai nostri giorni, dall’assordante rumore della tecnologia di ogni tipo: squillo di cellulare, vociare di televisioni, rumore di automobili etc.. Un uomo imprigionato in uno spazio illuminato da una luce neon è alle prese con i suoi computer e con vari telefoni e telefonini che lo soffocano nell’alienante contesto quotidiano del manager- business man . L’uomo ad un certo punto ferma il tempo e tra le scartoffie e i faldoni dell’ufficio trova un libro: Siddharta. La narrazione, protagonista, tornerà di frequente ora in audio ora in video e si fonderà al contesto delle immagini proiettate e dei dialoghi tra personaggi. La regia infatti immagina la fusione del linguaggio teatrale con quello dell’animazione. Parte dei personaggi saranno disegni animati proiettati sul fondo bianco che divide lo spazio scenico in due. Ispirati dallo stile dei cartoni animati di Emanuele Luzzati immaginiamo lo scorrere delle scene sullo schermo gigante/fondale a cui corrispondono gli elementi scenici naturali in proscenio che appariranno dal pavimento come enormi pop-up, firmati dallo scenografo Marco Nateri. Pensato come meccanismo teatrale, multidisciplinare, come un insieme di linguaggi che spaziano dal teatro di figura, al teatro di parola, dal teatro delle ombre e al teatro fisico, attraverso la visual art e la musica, lo spettacolo mette in scena la storia di un uomo, l’autore – narratore, che vive di riflesso e racconta la storia di un altro uomo, quella del personaggio che assurge a protagonista felice della propria vita. L’uomo – narratore è l’uomo senza tempo, l’uomo – bambino di cui Siddharta parla, nella costante ricerca del proprio IO. 


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