Teatro all’italiana

di Alessio Ludovici | 05 Dicembre 2023 @ 06:00 | POLITICA
piazza del teatro
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L’AQUILA – Non lo stile architettonico, che rimarrà quello originario, ma semmai l’iter del suo restauro sembra avere i contorni di una vicenda tutta italiana. Quattordici anni e mezzo. Dopo gli annunci, susseguitisi nel corso degli anni, su una più o meno imminente riapertura, il Teatro Comunale dell’Aquila rimane senza una data di riconsegna.

A far deflagrare di nuovo la questione è stato recentemente Leo Gullotta, all’Aquila per il suo spettacolo andato in scena al Ridotto. In quell’occasione Gullotta ha sbottato contro i ritardi della ricostruzione. Ieri, in una commissione Garanzia e Controllo richiesta prima dell’arrivo del noto attore, si è tentato di nuovo di capirci qualcosa. Una seduta di approfondimento richiesta da Alessandro Tomassoni. Il consigliere del Passo Possibile segue da tempo il fascicolo e aveva già portato la vicenda in consiglio comunale.

In commissione erano invitati tutti i protagonisti della vicenda. Degli enti coinvolti si sono presentati solo Genio Civile e Provveditorato, che di responsabilità in merito ne hanno ben poche. E ovviamente il Comune con il vicesindaco. Non si è presentato, ed è la seconda volta, il Segretariato per i Beni Culturali del Ministero che, al contrario, è la stazione appaltante dell’opera.

In commissione, per forza di cose, non è emerso granché. E’ trapelato quello che è emerso nei mesi scorsi e, più recentemente, in un articolo di Marianna Galeota sul Messaggero in cui il sindaco replicava a Gullotta.

In sintesi mancherebbero cinque milioni di euro per terminare i lavori, soldi che vanno ancora trovati. A complicare le cose gli aggiornamenti delle norme costruttive che hanno richiesto un aggiornamento del progetto. Il progetto, ha spiegato il sindaco sempre sul Messaggero dello scorso venerdì, sarebbe in corso di validazione. Ieri però è emerso che da marzo, quando si è riunita l’ultima volta la conferenza di servizi sul Teatro, Genio Civile e Provveditorato ancora non ricevono nulla.

Il Comune, è stato confermato anche ieri, intende rientrare in pieno possesso del fascicolo. Le interlocuzioni quindi sarebbero volte innanzitutto a fare del Comune, proprietario del teatro, la stazione appaltante dei lotti mancanti di lavori. Una scelta, non nuova, che potrebbe accelerare l’iter ora che l’ente si è liberato del grosso della ricostruzione privata. La scelta di affidare a terzi il ruolo di stazione appaltante di diverse opere pubbliche al patrimonio comunale, risale agli anni dopo il sisma. Era più che altro dettata dalla stretta necessità emergenziale. “Una scelta che aveva anche un senso”, ha ribadito ieri in Commissione il vicesindaco Raffaele Daniele. Oggi sembra superata, e sopratutto smentita, dai fatti.


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