Tariffe servizi comunali, la Giunta prende tempo dopo i rilievi della Corte dei Conti

Il Comune ha sei mesi per adeguarsi

di Alessio Ludovici | 19 Settembre 2020 @ 06:17 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Un gruppo di lavoro formato dal dirigente pro tempore del Settore Politiche per il Benessere della Persona, quattro funzionari dello stesso settore e da uno del Settore Bilancio, “con la finalità di individuare possibili ipotesi di revisione del sistema tariffario dei servizi stessi, ovvero di riduzioni dei relativi costi”.

E’ la prima risposta del Comune a uno dei rilievi che la Corte dei Conti che con con la deliberazione n. 154/2020/VSGF, tra le altre cose, aveva evidenziato che il Comune incassa troppo poco da i servizi a domanda individuale: trasporto scolastico, refezione, nidi, pre ed interscuola.

Dal Rendiconto della Gestione 2018, annota la Corte, è emerso che i costi dei servizi stessi, pari ad euro 7.089.804, sono coperti per il 26% dai proventi generati dagli stessi (euro 1.905.751). “Analizzando i singoli servizi – si legge nella sentenza – quelli che generano più perdite, in termini assoluti, nel rapporto costi/proventi, sono quelli relativi alle mense (euro 2.262.056), agli asili comunali (euro 1.273.494), al trasporto scolastico (euro 875.878) e al preinterscuola (euro 786.891)”.

La Corte dei Conti, “…invita pertanto l’Ente ad una revisione delle tariffe applicate o alla riduzione dei costi, in modo da garantire un rapporto proventi/costi che non gravi, in modo significativo, sulle risorse proprie dell’Ente”.

Il comune ha sei mesi per adeguarsi, con la costituzione del gruppo di lavoro cerca di prendere ulteriore tempo. E’ un problema non nuovo, le tariffe sono ancora quelle del 2015 e una loro revisione andrebbe chiaramente a toccare interessi spesso contrapposti, un aumento generalizzato penalizzerebbe le fasce più deboli della comunità, uno scaglionato probabilmente sarebbe mal digerito da chi, oltre certe soglie di reddito, finirebbe per pagare molto più di adesso. 

Diverse le questioni attenzionate dalla Corte, ma quella delle tariffe è certamente la più problematica da sciogliere politicamente. L’assessore Bignotti sul quotidiano il Centro ha dichiarato, qualche giorno fa, che “l’ipotesi di rimodulazione si baserà comunque sull’Isee dei contribuenti, riconsiderando le fasce di reddito a cui sono applicate le diverse tariffe”, una formula abbastanza interlocutoria per il momento. In alcune città si è optato per una soluzione più netta, chi ha più paga di più, chi ha poco non paga nulla. Oltre che alla giunta, starà al consiglio comunale sciogliere il nodo. 

 


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