Partorita la nuova Giunta, entrano Fanfani e D’Innocenzo come da copione…
Questa mattina, finalmente, è stata varata la nuova Giunta, senza grandi sorprese: qualche donna in meno, parecchi mal di pancia e più di un sospiro di sollievo.
Dopo un’estenuante attesa e settimane di trattative più o meno palesi, riunioni carbonare, minacce, tradimenti, ribellioni e rivendicazioni, la tela di Penelope che il Sindaco sta tessendo, rischiando di “incartarsi”, pare ultimata.
Ma veramente ci crede qualcuno che siano finiti i problemi della maggioranza? Ma veramente siamo convinti che non sarà uno stillicidio questo prosieguo di consiliatura?
Già oggi con l’elezione tanto sofferta del Difensore Civico, ci sono volute ben 3 votazioni, si sono visti i primi giochetti nella maggioranza, il secondo passo sarà la nomina del vicepresidente del TSA e le cariche nei vari CdA, fino a seguire l’approvazione del Bilancio “ingessato” la prossima settimana, che probabilmente renderà palesi, se mai ce ne fosse bisogno, tutti i limiti di una rinnovata maggioranza che tanto ricompattata non pare..
Il Documento del Sindaco alle forze politiche di maggioranza del mese scorso ben evidenzia che “la città ha bisogno di un governo solidale, convinto, onesto, forte […] non lo capirebbero coloro che ci hanno dato il loro voto”. Sacrosante le sue parole, signor Sindaco, è proprio vero che i cittadini non capiscono più, hanno perso la speranza e la fiducia in un ceto politico bollato come autoreferenziale, titolare ed elargitore di privilegi. E le basterebbe leggere i commenti dei lettori sulle alterne vicende che ruotano intorno al Comune, per rendersi conto che il tempo del gioco delle tre carte è finito, che non ci sono più esami di riparazione e che la gente non crede più alle favolette. Non crede più alla tanto sbandierata buona politica che sa ascoltare le esigenze dei cittadini e cerca di dare risposte concrete, che persegue il dialogo non soltanto con chi si dimostra accomodante, che si confronta nel merito dei problemi e non alza barriere ideologiche.
Bene, caro Sindaco, credo che ormai non ci creda neanche più lei in questa maggioranza che lotta per sopravvivere arrampicandosi sugli specchi, chiudendosi sempre più in se stessa, che parla una lingua incomprensibile al cittadino medio, che cerca di protrarre quest’agonia, salvata da un’opposizione tanto complice quanto evanescente, dove l’unica voce fuori dal coro è quella del sen. Lombardi, lasciato talmente solo da apparire più che un prode cavaliere un romantico Don Chisciotte…

di Maria Cattini

[tratto da Gli Editoriali del Direttore – IlCapoluogo.it]

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