Tamponi agli operai della ricostruzione, il prefetto “boccia” Biondi

di Redazione | 05 Maggio 2020, @11:05 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Il prefetto “boccia” l’ordinanza con cui il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi ha imposto alle imprese edili che ieri sarebbero potute tornare in attività di effettuare test tra le maestranze per verificare la negatività al Covid-19.

“L’ordinanza sindacale prescrive misure maggiormente restrittive rispetto alle statuizioni del Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del Covid-19 nei cantieri adottato il 24 aprile”, scrive nel parere il prefetto Cinzia Torraco, che fa osservare come “alla luce del vigente quadro normativo, non è ammessa la possibilità da parte dei sindaci di emanare ordinanze confliggenti con le disposizioni emesse in sede centrale”.

La Torraco evidenzia come “neppure a livello regionale si ravvede l’obbligo dello screening sanitario” e conclude esortando, piuttosto, alla “sottoscrizione di un’intesa tra istituzioni, enti, ordini professionali e associazioni del settore che preveda l’esercizio facoltativo della sottoposizione a tampone sanitario”.

Nel frattempo, non senza malumori soprattutto in relazione alla tempistica, i costruttori si sono mobilitati per assicurare il tampone a tutti gli operai, allestendo in tempi record a Collemaggio, in un’area messa a disposizione dalla Asl, un centro prelievi. (m.sig.)

IL PARERE DELLA PREFETTURA

LA PRECISAZIONE: NESSUNA BOCCIATURA

In una nota la Prefettura ha successivamente spiegato come “il prefetto Cinzia Torraco non ha disposto alcuna ‘bocciatura’ dell’ordinanza sindacale emessa dal sindaco del Comune dell’Aquila in materia di contenimento di diffusione del Covid-19 nei cantieri edili”.

“Il prefetto Torraco nella sua nota ha esclusivamente rammentato, sul tema in questione, quanto contenuto nel Dpcm 26 aprile 2020 e nell’Ordinanza n. 54 della Regione Abruzzo, ravvisando la possibilità di addivenire ad analogo risultato prefigurato dall’ordinanza sindacale, mediante sottoscrizione di un’intesa tra istituzioni, enti, ordini professionali e associazioni del settore interessato, che preveda l’esercizio facoltativo della sottoposizione a tampone sanitario, nel rispetto della libertà di autodeterminazione dei lavoratori e tenuto conto della pari necessità di tutela della salute e della sicurezza all’interno dei cantieri”.

BIONDI: NESSUNA BOCCIATURA

“L’ordinanza con cui vengono disposte misure di prevenzione per il contenimento del coronavirus per il personale impegnato nei cantieri pubblici e privati del territorio aquilano non è stata bocciata dalla Prefettura dell’Aquila e il testo del relativo protocollo allegato era stato condiviso anche con il dipartimento di Prevenzione della Asl e l’Ispettorato del lavoro. Al prefetto ho rappresentato la richiesta di maggiore stretta da parte del Consiglio comunale. La sua nota di risposta, in tal senso, riscontra la mia, non dichiara illegittima e tantomeno annulla il provvedimento del 30 aprile che era e rimane vigente”.

È la precisazione del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.

Nella serata di ieri il primo cittadino ha sottoscritto con i rappresentanti degli ordini professionali di ingegneri, architetti, periti industriali, e del collegio dei geometri, l’addendum al protocollo contenente le buone prassi per garantire il contrasto e il contenimento alla diffusione del coronavirus. Per “maestranze”, ad esempio, è stato chiarito che dovranno essere intesi tutti coloro che lavorano all’interno delle aree interessate dalle opere, così come le imprese subappaltatrici e gli autonomi dovranno essere già in possesso di dispositivi di protezione al momento della presa in servizio.

“L’integrazione al protocollo è uno strumento per l’ulteriore definizione di quelli che saranno compiti e responsabilità delle aziende e dei soggetti impegnati a vario titolo nella ricostruzione, al fine di garantire la sicurezza di lavoratori e dell’intera comunità aquilana”.

“In questa fase gli oneri dovranno essere a carico delle imprese ma, come ho già scritto il 20 aprile scorso, in maniera preventiva, al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, Paola De Micheli, è necessario un intervento normativo che consenta di riconoscere un contributo aggiuntivo alle imprese impegnate nella ricostruzione dei comuni colpiti dal sisma 2009 per sostenere i maggiori oneri legati all’emergenza Covid-19. Che la questione sugli oneri per la sicurezza sanitaria nei cantieri sia aperta, peraltro, è stato ribadito oggi su Il Sole24Ore dal presidente nazionale Ance, Gabriele Buia”, ha concluso il primo cittadino.

PEZZOPANE: NUOVA FIGURACCIA DI BIONDI

“Un’altra brutta figura del sindaco Biondi. La prefetta Torraco osserva, con una sua chiara nota, l’ordinanza sui cantieri firmata dal sindaco dell’Aquila, come atto fuori dalle disposizioni già impartite con i protocolli nazionali. Lo avevamo detto, ma non siamo stati ascoltati. Ci siamo sgolati in questi giorni a dire che l’ordinanza sui cantieri era sbagliata ed inopportuna. Sbagliato lo strumento: non andava fatta una ordinanza che è strumento impositivo ed è stato emanato senza averne l’autorità, ma semmai un protocollo tra parti consenzienti”.

Lo dice in una nota la deputata del Pd Stefania Pezzopane.

“Sbagliati i tempi: infatti andava sottoscritto, semmai, un mese fa e con la partecipazione della Regione e della Asl per rendere praticabile la raccolta dei tamponi. I cantieri insomma sono rimasti chiusi per un capriccio del sindaco, che non ascolta ed esercita pieni poteri che non ha”.

“Come con i buoni spesa ed il Tar – continua la Pezzopane – ora con i cantieri e la Prefettura. Si ripete uno schema perdente. L’ossessione di attaccare politicamente il governo e smantellare ogni giusta decisione, sta portando l’amministrazione ad una catastrofe dietro l’altra. Intanto i cantieri sono fermi, i lavoratori in cassa integrazione con danno economico rilevante per loro e le loro famiglie, le imprese sono in sofferenza, il governo dovrà mettere le coperture per pagare una cassa integrazione che poteva essere risparmiata, la ricostruzione fermata. Un pasticcio assurdo”.

“Il Comune cambi metodo e affronti con equilibrio questa fase difficile, valorizzando le competenze, le organizzazioni di categoria, le associazioni ed i sindacati. Utilizzi le proposte di chi come noi dal primo giorno dell’emergenza, ci siamo affannati a dare il nostro contributo, alla luce dei fatti, molto utile ad evitare figuracce e lentezze insopportabili”, conclude la deputata.

ROMANO: PREFETTO SI E’ ESPRESSA CONTRO ORDINANZA

“Il prefetto Torraco si è espressa negativamente sull’ordinanza, così come concepita, di riapertura dei cantieri, omettendo però un giudizio di legittimità chiaro e preciso, così come previsto dalla Legge. Si tratta tuttavia di un parere emesso sull’ordinanza che risulta chiaro sin dall’oggetto e che non può riferirsi all’ordine del giorno del Consiglio comunale, così come vorrebbe far credere adesso Biondi. Utilizzare un atto amministrativo prefettizio ad uso e consumo politico per coprire i propri errori e colpire il Consiglio comunale dà la misura della considerazione che il sindaco ha nei riguardi di tutti i consiglieri, siano essi di maggioranza che di opposizione. Consiglieri che, vorrei ricordare, sono i rappresentanti della cittadinanza aquilana”.

Così il capogruppo di Italia viva L’Aquila Paolo Romano, in una nota.

“Il dato ancora più sconcertante sta nel fatto che Biondi abbia assicurato che l’ordinanza era stata condivisa anche con il Prefetto – dichiara -. Una dichiarazione che il sindaco ha ripetuto più volte davanti all’intero Consiglio comunale, invitando lo stesso presidente del Consiglio ad interloquire con la Prefettura per rafforzare le misure restrittive. Un’ordinanza inefficace che ha prodotto danni”.

“Purtroppo siamo stati facili profeti nel bocciarla sin da subito – aggiunge Romano -: si trattava di un atto che, con la possibilità di screening delle maestranze fino a 14 giorni dopo l’apertura dei cantieri, non garantiva affatto la tutela della salute pubblica e addirittura danneggiava le aziende operanti nella ricostruzione poiché mancante di una cornice normativa di concerto con il governo. Il punto sta qui e noi lo avevamo scritto: ci sarebbe stato bisogno di un piano operativo da parte della regione e del comune, un’interlocuzione del territorio con il governo centrale per costruire una norma in grado di salvaguardare le specificità della ricostruzione dell’Aquila e dei crateri, specificità che imponevano la richiesta di un contributo aggiuntivo alle imprese per i tamponi, un laboratorio in grado di processarli e la previsione di una eventuale proroga della cassa integrazione per gli operai in caso di differimento della riapertura dei cantieri”.

“Se non dal territorio, dunque dal sindaco del più grande cantiere d’Europa, da chi sarebbe dovuta partire l’iniziativa? Il prefetto nel parere emesso sull’ordinanza 71 tende a sottolineare proprio l’errore del tardivo intervento della politica locale nel trattare l’argomento dei cantieri e naturalmente l’assoluta mancanza di concertazione tra enti e istituzioni”.

“Ora resta da interrogarsi sul come la città uscirà da questo pantano, sperando che vengano fornite presto e bene informazioni utili a far operare le imprese e a tutelare la salute pubblica. Non può mancare in questo un coinvolgimento della Regione, unica grande assente nel dibattito di queste ore; che almeno intervenga per assicurare nel breve tempo risorse economiche aggiuntive all’attuazione dei piani di sicurezza da CoVid”, conclude.


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