Tamponi agli operai, Apindustria: difficile che decreto ristori imprese per colpa di un solo comune

di Redazione | 11 Maggio 2020, @11:05 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – “Nonostante sia chiaro ed evidente che la parte dell’ordinanza n. 71 del Comune dell’Aquila riguardante i tamponi sia da considerarsi solo un mero ‘suggerimento’ e non un obbligo, data la chiarezza della posizione espressa dalla Prefettura provinciale, molte aziende coinvolte nella ricostruzione dell’Aquila hanno deciso di procedere ai test per puro scrupolo e rispetto per le proprie maestranze. Proprio per questo Apindustria, nonostante la forte contrarietà nei confronti dell’iniziativa dell’amministrazione comunale, che ribadiamo senza dubbio alcuno, ha deciso di rispondere alla richiesta dei propri associati senza disperdere l’impegno dei volontari che si stanno prodigando per rispondere rapidamente alle numerose richieste pervenute a causa dell’improvvisazione dimostrata dalla tardiva iniziativa normativa”.

Lo dice in una nota Massimiliano Mari Fiamma, segretario generale dell’Apindustria, che annuncia come “non cercando altri spazi e non volendo impegnare inutilmente infermieri, rari e preziosi in questo momento, Apindustria si unirà alla Cna dell’Aquila per procedere insieme all’effettuazione dei prelievi dopo che le due sigle, nei giorni scorsi, avevano firmato separatamente un protocollo di collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico di Teramo”.

“L’Istituto sta lavorando a pieno regime per garantire il servizio ma, come si evince dai numeri dei test fin ora processati, i tempi per portare a termine il campionamento sono decisamente più lunghi di quanto ipotizzato dal Comune dell’Aquila a conferma, come noi sospettavamo, di una decisione non solo tardiva, ma poco incline alla soluzione di un problema e molto impattante sia per la ricostruzione, sia per il sistema di monitoraggio abruzzese, ormai ingolfato per le eccessive richieste, sia per l’aspetto economico”.

“A nostro avviso – prosegue Mari Fiamma – sarà infatti difficile che una iniziativa di un’amministrazione locale, in contrasto con la normativa nazionale per dichiarazione scritta del prefetto, possa poi vedere ristorate per decreto delle spese relative sì al Covid-19 ma a titolo del tutto volontario”.

“In questo caso le prescrizioni dell’ordinanza saranno tutte a carico delle imprese – fa osservare Mari Fiamma – che dovranno procedere ad un esborso considerevole (circa 150 euro ad operaio comprensive di Iva ogni 14 giorni) che andrà ad aggravare un quadro già molto precario provocando grossi danni per l’intera filiera della ricostruzione”.

“Nei prossimi giorni Apindustria valuterà le azioni da mettere in campo per evitare il ripetersi bisettimanale di questa ulteriore tassa che le imprese dovranno sborsare solo per lavorare entro i confini comunali dato che a Pizzoli, a Scoppito, a Fossa ed in tutti i territori limitrofi (così come nel resto d’Italia) tale procedura non è minimamente contemplate”, conclude Mari Fiamma.


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