Taglio riserva del Borsacchio: “lnadeguata gestione delle aree protette regionali”

"La regione Abruzzo andrebbe commissariata"

di Redazione | 07 Gennaio 2024 @ 11:22 | AMBIENTE
riserva del borsacchio
Print Friendly and PDF

“Quanto riportato ieri dall’ultimo servizio della Tgr Abruzzo sul taglio della Riserva del Borsacchio, con il Piano di Assetto Naturalistico ormai chiuso, conferma il disinteresse della Regione per le aree protette.

– Così in una nota stampa Silvia Tauro, Presidente Legambiente Abruzzo, Antonio Nicoletti, Resp. Naz. Aree protette Legambiente 

È solo grazie  all’impegno dei Parchi nazionali e di alcuni Comuni che gestiscono con cooperative ed associazioni ambientaliste le riserve regionali se l’Abruzzo può avvalersi del titolo di Regione dei Parchi perché nell’ultimo decennio, in maniera bipartisan, diversi consiglieri regionali si sono adoperati per tagliare il territorio protetto di una regione che ha il dovere di tutelare specie uniche come l’orso bruno marsicano o il camoscio appenninico.

Ne sono testimonianza la storia infinita del Parco nazionale della Costa teatina che dal 2001 aspetta una decisione della Regione e la riduzione del perimetto del Parco regionale del Sirente Velino a favore degli inutili progetti di nuovi e fallimentari impianti scioviari.

Ora si smonta il sistema delle riserve regionali a favore di candidati alle elezioni che, in questi anni, si sono distinti per non aver proposto nulla per il bene comune pur essendo stati ligi agli interessi di pochi.

La Regione Abruzzo andrebbe commissariata per inadeguata gestione delle aree protette regionali, perché anziché perseguire gli obiettivi della Strategia per la biodiversità, gli eletti che cercano una riconferma vanno nella direzione opposta. 

Mentre finalmente l’Italia ha approvato il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (Pnacc) non può essere proprio l’Abruzzo, la Regione verde d’Europa e di APE, a fare un passo indietro nel sostenere il legame tra tutela ambientale e sviluppo sostenibile, riproponendo la falsa contrapposizione tra ambiente e lavoro, in particolare in settori come l’agricoltura e il turismo che invece proprio da questo binomio, come dimostrato in questi ultimi anni, traggono forza, qualità e crescita” – concludono –


Print Friendly and PDF

TAGS