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Ore 19:02, domenica 25 febbraio 2024

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SALUTE E ALIMENTAZIONE

De Palma: “Rapporto Crea sanità 2023, un incubo che prende forma”

Infermieri Nursing Up De Palma: «Rapporto Crea Sanità 2023, un incubo che prende forma sotto i nostri occhi tra organici numericamente inadeguati, professionisti tristemente sottopagati e un sistema che senza risorse è destinato inesorabilmente a crollare»

ROMA 26 GENN 2023 – «Una drammatica inadeguatezza degli organici infermieristici, che si aggrava ogni giorno di più, tanto da delineare un gap profondo con le altre nazioni del Vecchio Continente.

E come se non bastasse retribuzioni decisamente inferiori rispetto alla maggior parte degli altri colleghi europei, che non sono certo commisurate all’enorme competenza di una professione che, paradossalmente, trova sempre più collocazione in contesti sanitari di altre nazioni, dal momento che una condizione di disagio profondo sfocia in fughe legittime, verso realtà che offrono riconoscimenti economici degni di tal nome, crescita professionale, possibilità di scatti di carriera, formazione interna.

La triste realtà a cui facciamo riferimento, è quella di un sistema sanitario italiano profondamente malato, che “soffre le pene dell’inferno” anche e soprattutto perché vive una situazione di profondo disagio e di una crescita a rilento legate a un finanziamento pubblico che si ferma al 75,6% della spesa, giudicato da più parti come insufficiente e non in linea con le necessità di pazienti e operatori sanitari, ed aprendo la strada ad un profondo gap rispetto alla media Ue che si assesta all’82,9%.

Sono questi i contenuti a dir poco inquietanti del Rapporto Crea Sanità 2023, che in particolare, nell’evidenziare la situazione economico-contrattuale degli infermieri, quella che più ci riguarda da vicino, assume i contorni di un incubo, di un brutto sogno dal quale vorremmo svegliarci prima possibile.

Di fronte a questa desolante realtà, non possiamo nemmeno rimanere più di tanto basiti, dal momento che il lavoro come sempre egregio di questi ricercatori non fa altro che avvalorare, tristemente, i quelle denunce che da mesi il nostro sindacato porta avanti.

Così Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up.

«Non ci sorprende il leggere che alla sanità italiana manca all’appello un ulteriore finanziamento di 50 milioni di euro per avere un’incidenza media sul PIL analoga agli altri paesi dell’Ue.

Scavando nel profondo, andiamo a scontrarci con dati che non sono più preoccupanti e allarmanti di come lo erano già qualche anno fa, denunciati a gran voce nei nostri comunicati stampa, ma adesso sono diventati l’anticamera di quello che sembra l’orlo di un abisso.

Appena qualche giorno fa, nell’evidenziare l’assurda disparità nelle retribuzioni tra i medici e le altre professioni sanitarie del comparto, sollevavamo il retorico interrogativo relativo alla mancanza di camici bianchi.

Ebbene il Rapporto Crea, sulla medesima scia dei dati Ocse, mette in luce che, in termini di numero di medici che praticano attivamente la professione, il nostro Paese, secondo anche i dati OECD, è in cima alle graduatorie europee: nel 2018 operano in Italia 4,06 medici per 1.000 abitanti contro 3,17 in Francia ed i 2,84 nel Regno Unito. La Spagna ha un valore simile all’Italia (4,0), mentre in Germania si registrano 4,3 medici per 1.000 abitanti. Ben diverso il caso del personale infermieristico attivo, per il quale nel nostro Paese si registra un tasso di gran lunga inferiore alla media europea.

Nel 2018 in Italia operavano 5,5 infermieri per 1.000 abitanti contro i 7,8 del Regno Unito, i 10,8 della Francia ed i 13,2 della Germania. Solo la Spagna si attestava a un tasso simile al nostro, pari a 5,8 ogni 1.000 abitanti.

Nel 2022 i dati Ocse segnano un flebile passo in avanti del nostro Paese a 6,2 infermieri ogni 1.000 abitanti, ma nel frattempo anche gli altri Paesi sono cresciuti, vedi Regno Unito salito a 8.2.

Rimane quindi inalterato il nostro gap di 2 punti rispetto alla media.

26 Gennaio 2023, @01:01