Surroghe e caso Quaglieri, i prossimi step all’Emiciclo

Ieri all'Aquila la prima seduta informale di giunta

di Alessio Ludovici | 13 Aprile 2024 @ 05:00 | POLITICA
Consiglio regionale Abruzzo-
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L’AQUILA – Fatto il primo consiglio e nominata la nuova giunta, il consiglio regionale è chiamato ai prossimi step istituzionali per la piena operatività. Intanto le surroghe dei consiglieri nominati in giunta. Cinque i consiglieri eletti entrati nell’esecutivo di Marsilio che lasceranno il posto in consiglio ai primi dei non eletti delle rispettive liste provinciali.

Ieri, intanto, prima seduta informale di giunta. “È stato un momento importante di condivisione e confronto sulle sfide che ci attendono” ha spiegato Marsilio. “Sono fiducioso nel lavoro che faremo insieme per il bene della nostra regione. Ogni nuovo inizio porta con sé la speranza di nuove opportunità e di crescita”. 

“Speriamo che i nuovi innesti – ha aggiunto Marsilio – possano inserire ulteriore entusiasmo e aiutare i più sperimentati a tenere il ritmo e a conservare lo smalto che serve perché non ci si può mai abituare o accontentare di far diventare questa attività come fosse un mestiere.  È una vera e propria missione governare e servire il proprio popolo. Altrimenti ci si inaridisce e si rischia di farsi travolgere dalla burocrazia e dalla stanchezza. Invece, bisogna sempre mantenere forte e vivo l’entusiasmo”. 

Le surroghe saranno approvate dall’assise nel primo consiglio utile calendarizzato. Ecco chi sono. Al posto di Emanuele Imprudente entrerà in consiglio Carla Mannetti, già assessore con la giunta Biondi nel Comune dell’Aquila ed ex dirigente regionale del settore Trasporti. Sempre in provincia dell’Aquila, con la nomina di Roberto Santangelo ad assessore al Welfare, ritorna in consiglio regionale Antonietta La Porta, prima dei non eletti di Forza Italia.

Infine, ultima postazione della provincia dell’Aquila, Maria Assunta Rossi, pratolana e prima dei non eletti di Fratelli d’Italia, entra in consiglio al posto del neo assessore Mario Quaglieri.

In provincia di Teramo entra Marilena Rossi, per Fdi, al posto di Umberto D’Annuntiis mentre a Chieti, il posto lasciato da Tiziana Magnacca va a Francesco Prospero, primo dei non eletti della civica del presidente Marco Marsilio.

Uno degli effetti delle surroghe sarà l’aumento della pattuglia femminile in consiglio. Appena tre quelle elette lo scorso 10 marzo, con le surroghe diventeranno 6, cinque in maggioranza ed Erika Alessandrini, eletta con il M5S, per la minoranza.

Il caso Quaglieri, si riunisce la Giunta per le elezioni

L’altro step istituzionale è l’insediamento della Giunta per le elezioni, composta dai nuovi capigruppo del consiglio. E’ un organismo di vigilanza interno al consiglio regionale e previsto dal Regolamento dello stesso. All’inizio di ogni legislatura, subito dopo la sua costituzione, la Giunta delle elezioni verifica le condizioni di eleggibilità dei singoli consiglieri, previste dalla legge, e propone al Consiglio la convalida di quei consiglieri nei confronti dei quali abbia accertato non sussistano cause di ineleggibilità.

Qualora per un consigliere sussista qualcuna delle cause di ineleggibilità previste dalla legge, la Giunta delle elezioni, sulla base degli elementi acquisiti, propone al Consiglio di non procedere alla convalida. La Giunta deve presentare le proprie proposte entro trenta giorni dalla sua costituzione e il Consiglio delibera entro i successivi trenta giorni.

Sul tavolo c’è già da verifica la posizione di Mario Quaglieri. Secondo il Partito Democratico, che ha anche presentato un esposto all’Anac, ci potrebbe essere una incompatibilità tra il suo ruolo di medico a partita Iva presso una clinica convenzionata con la Regione Abruzzo e la posizione di assessore al Bilancio ai sensi sia della legge regionale 51 del 30 dicembre 2004, “Disposizioni in materia di ineleggibilita’, incompatibilita’ e decadenza dalla carica di consigliere regionale”, sia della Legge Severino del 2013. Ipotesi rispedita già al mittente dallo stesso Quaglieri che in una lunga nota all’indomani delle polemiche, ha dichiarato di non rientrate nelle cause di incompatibilità sollevate e previste al comma 1 della legge regionale, di non ricoprire posizioni di “amministratore” o “dirigente con poteri di rappresentanza di ente o societa’ che ricevano dalla Regione, in via continuativa, una sovvenzione in tutto o in parte facoltativa”.


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